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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
Edita dall'Associazione Power And Gender

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Un libro per bambini senza stereotipi
Brevi 2 - Arte, Libri, Cultura
Scritto da Eva Panitteri   

ImageLIBRI - Elena Favilli e Francesca Cavallo sono le due imprenditrici italiane che stanche dei troppi stereotipi di genere nei libri per i più piccini, hanno pensato di pubblicarne uno che non ne contenesse. Non è ancora disponibile nelle librerie, ma “Good Night Stories for Rebel Girls è già un caso editoriale e rappresenta il successo di una startup femminile che ha scelto di finanziarsi sul web. Il libro, ispirato alla vita di 100 donne del passato e del presente, racconta storie di vita vissuta di donne straordinarie. Tanto per ricordare che le imprese eccezionali non sono appannaggio di un unico genere! I racconti saranno illustrati da 100 artiste provenienti da tutto il mondo. Le 100 protagoniste delle 100 storie sono donne reali, alcune ancora viventi, scelte per poter dare a bambine e bambini buoni esempi femminili contemporanei: tra le tante, la tennista Serena Williams, l’astrofisica Margherita Hack, la Premio Nobel Rita Levi Montalcini, la pittrice Frida Kahlo. Anche Miriam Makeba e Michelle Obama sono tra le protagoniste. Per ora la pubblicazione è solo in inglese ma, sostenere Good Night Stories for Rebel Girls è ancora possibile visitando www.kickstarter.com. Così, magari, si potrà presto dar vita anche ad un’edizione tradotta in italiano. (Per maggiori informazioni leggi anche gli articoli di Annalisa Spinelli su Mediapolitika.com o di Ambra Notari su REDATTORE SOCIALE)

 
Femminicidio: la politica metta i fondi e faccia azioni concrete
Violenza di genere - Femminicidio
Scritto da CATERINA PASOLINI (Repubblica.it)   

ImageFEMMINICIFDIO «Basta lacrime, non sono sufficienti parole di cordoglio davanti all'ennesima donna uccisa da un compagno perché voleva andarsene, ammazzata, bruciata da un ex che non accettava il suo no. Basta termini che suonano come giustificazioni agli omicidi. Basta parlare di raptus di violenza o attacchi di follia per chi ha dato alle fiamme la campagna di una vita.» Dalla presidente della Camera Boldrini a Mara Carfagna, dal Pd a Forza Italia, le deputate chiedono interventi di carattere educativo e lo sblocco dei fondi ai centri antiviolenza. Anche per la ministra Boschi servono ulteriori azioni concrete. E annuncia: "L'8 settembre primo summit sul Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere. Il presidente del Senato Piero Grasso: "C'è un grande lavoro da fare"

 
FEMMINICIDIO: IL PROBLEMA è IL POSSESSO
Violenza di genere - Femminicidio
Scritto da La Redazione   

ImageFEMMINICIDIO: IL PROBLEMA è IL POSSESSO. MANCA L’EDUCAZIONE AL RISPETTO DI GENERE. «Non bastano le misure penali che pure ci sono, per riuscire a risolvere il problema, bisogna andare oltre, sono secoli di stratificazione in cui la donna è stata considerata un oggetto, inferiore, quindi per riuscire ad abbattere questa dimensione ci vorrà molto tempo ed è per questo che bisogna iniziare dai nostri ragazzi nelle scuole» (VIDEO Dichiarazioni della Presidente della Camera Laura Boldrini ospite alla trasmissione Di Martedì del 31 maggio 2016)

 
FEMMINICIDIO: nel 2016 in Italia oltre 60 vittime
Violenza di genere - Femminicidio
Scritto da Eva Panitteri   

ImageFEMMINICIDIO - Questi giorni d’estate sembrano aver aiutato la decisione al femminicidio dei più violenti tra i violenti. Una strage di donne. A Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, Rosaria Lentini è stata accoltellata dal marito. E’ morta oggi Vania Vannucchi, la quarantaseienne di Lucca aggredita ieri col fuoco. Sarebbe stata aggredita dal coetaneo Pasquale Russo, che nega però ogni coinvolgimento, ma che riporta un'evidente ustione al braccio. Lei è solo l’ultima (ad oggi) di una lunga lista di donne (60 dall’inizio dell’anno) uccise con ferocia per la 'colpa' di aver detto basta ad una relazione violenta, di aver voluto mettere fine ad un matrimonio, o aver chiuso una relazione o rifiutato un uomo. Motivi che sembrano diventati, per certuni, ragioni valide e sufficienti per ammazzare, brutalizzare, ferire e sfigurare a vita una donna. Ancora uccisioni messe in atto alla fine di un crescendo di vessazioni (siano esse violenza in ambito familiare o stalking), che vanno a confermare come la violenza sia l’anticamera della premeditazione di questi delitti. "Ancora due donne uccise, due vite barbaramente spezzate. In questo momento di grande dolore, vorrei innanzitutto esprimere la mia vicinanza ai familiari e agli amici di Vania e di Rosaria" afferma la ministra per le Riforme costituzionali, con delega alle Pari opportunità, Maria Elena Boschi. "La prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne sono una priorità del Governo […] Abbiamo infatti costituito la cabina di regia interistituzionale per rafforzare e promuovere azioni di contrasto alla violenza sulle donne e al femminicidio: ho convocato la prima riunione della cabina di regia per l'8 settembre". "La lotta al femminicidio riguarda tutta la nostra società, tutti noi, uomini e donne. Non possiamo e non vogliamo abituarci a queste tragiche morti". (fonte HuffingtonPost)

 

 
America Has Finally Put A Woman At The Top Of The Ticket
Donne al top - La prima volta che ....
Scritto da Huffington Post WOMEN   

ImageHILLARY CLINTON is «making history as the first woman to ever receive a major party’s presidential nomination. “Tonight, we’ve reached a milestone in our nation’s march toward a more perfect union: the first time that a major party has nominated a woman for president,” Clinton said Thursday night. “Standing here as my mother’s daughter, and my daughter’s mother, I’m so happy this day has come. I’m happy for grandmothers and little girls and everyone in between. I’m happy for boys and men, too – because when any barrier falls in America, it clears the way for everyone.”»

Fonte; Huffington Post WOMEN

 
FOCUS TURCHIA: approvato lo stato d'emergenza
Politica internazionale - Passi di democrazia
Scritto da La redazione   

ImageTURCHIA - Con 356 voti a favore e 115 contrari, è arrivata nel pomeriggio di giovedì 21 luglio l'approvazione del Parlamento turco allo stato di emergenza per la durata di tre mesi annunciato mercoledì sera da Erdogan. Assieme alla proclamazione dello stato d'emergenza, "la Turchia sospenderà la Convenzione europea sui diritti umani" ha annunciato il vicepremier e portavoce del governo Numan Kurtulmu.

 
Sbloccate le UNIONI CIVILI
Politica Interna - Unioni Civili
Scritto da Eva Panitteri   

ImageROMA - Parere favorevole oggi del Consiglio di Stato al decreto sui registri per le unioni civili. Al via dunque il regime transitorio di trascrizione delle unioni civili nei registri dello stato civile, che consentirà le prime unioni già da metà agosto. Si conclude con oggi la lunga notte delle unioni civili, rimaste bloccate per anni. L’eventuale obiezione di coscienza dei sindaci, è stato spiegato in conferenza stampa, è superata dal fatto che il testo parla di celebrazione da parte di un “ufficiale di Stato civile”. Non mancano le usuali polemiche ma, finalmente, si muove ancora un passo nella direzione che allinea le istituzioni alla vita reale delle persone ed alle esigenze di cittadine e cittadini. Leggi tutto su Repubblica.it

 
Turchia e la democrazia tradita
Politica internazionale - Passi di democrazia
Scritto da EP   

ImageQuanto successo in Turchia svela, nei giorni del dopo golpe, il lato oscuro che possiede il potere quando avversa l’ordine costituito. Un potere che attacca la propria stessa democrazia. Sembrano sparite dal paese le voci e le figure dei laici, dei democratici, dei liberali. Sparite le donne, forse le voci liberali più coraggiose in quanto donne, minacciate ora dell’imposizione forzata del velo, di prossima attuazione nell’agenda di certi nostalgici reazionari. Altro che scelta d’identità religiosa! Lo spauracchio della reintroduzione della pena di morte, poi, insieme a liste e numeri, evidenziano la scelta della vendetta nella reazione di Erdogan, che sembra voler percorrere la strada del totalitarismo e della repressione. I numeri parlano da soli, e dicono che i diritti (quelli rimasti) sono irrimediabilmente calpestati, ma non solo nell’emergenza: morte almeno 208 persone, eseguiti quasi 8.000 arresti di "complottisti", molti coloro che sono stati posti in detenzione preventiva; 7.000 poliziotti sospesi, 2.700 giudici e procuratori rimossi.  Colpiti i canali dell’istruzione ed ulteriormente quelli dell’informazione: sospesi 15.200 dipendenti pubblici, tolta la licenza a 21.000 insegnanti di istituti privati, tutti i rettori e i presidi universitari rischiano il posto. Chiuse 24 tra radio e tv. Ad oggi sono 50.000 le persone rimose dal proprio incarico. Come vivranno? Cosa faranno? E come funzioneranno tutte le istituzioni e le strutture così svuotate? Amnesty International e gli osservatori internazionali confermano la gravità della situazione, se questa non fosse già stata abbastanza evidente, mentre all’orizzonte sembra profilarsi la tempesta di una guerra civile. Il pericolo maximo che si pensava scampato col fallimento del golpe, incombe ancora sulla Turchia, che si ritrova con le proprie istituzioni e le proprie certezze messe a soqquadro da chi, sino a qualche giorno prima, ne era il garante. Erdogan ha gettato la maschera? Si appresta a fare lo stesso con la Costituzione? I giorni a venire lo sveleranno. Ma lo scenario peggiore, al momento sembra anche quello più probabile.

Link a Repubblica.it per ulteriori informazioni

 

 
Golpe Turchia: the days after senza donne e senza pietà
Politica internazionale - Passi di democrazia
Scritto da Surfing   

ImageDi DACIA MARAINI – Pubblicato sul Corriere.it «La vendetta può chiamarsi giustizia? È questo che vorremmo chiedere al grande comandante Erdogan. Crede davvero che la vendetta purifichi il Paese, rimetta a posto la sua autorità calpestata, e costituisca un atto nobile di esemplare punizione? Non si rende conto che i suoi metodi assomigliano molto a quelli dell’Isis. […] Sta tutto in quel sottile confine la differenza fra storia antica e storia moderna: nell’avere imparato a separare la giustizia dalla vendetta. […] Una cosa che colpisce guardando le fotografie che mettono in evidenza l’umiliazione dei soldati e dei giudici è l’assenza totale di figure femminili. Immagino che la vendetta sia, per il comandante Erdogan, una questione squisitamente maschile, che riguarda chi combatte, chi protesta, chi congiura e chi tradisce. Ma dove sono le donne turche in tutto questo? […] Ankara e Istanbul sono città moderne, dove le donne studiano, si laureano, lavorano, guidano la macchina, prendono la parola. Possibile che siano state messe tutte a tacere? Non ne ho vista una nella folla che inveiva contro i soldati fedifraghi presi a bastonate» (LINK all’articolo completo)

 
NIZZA nel cuore
Politica Interna - Libertà civili
Scritto da Eva Panitteri   

ImageImage Le vittime del 14 luglio a Nizza, e tutte le vittime degli atti ed attentati terroristici dell'ultimo decennio chiedono -ci chiedono- un'attenta riflessione. Sulla strada che stiamo percorrendo. Su come pensano coloro che ci vivono accanto. Sul modo che, coi nostri dire e fare, tutti e tutte noi abbiamo contribuito a costruire. Odio, violenza, aparthaid, razzismo, sangue, morte, intolleranza, strage, muri, filo spinato, ignavia, divisioni.... Sembra infinita la lista delle parole d'odio o d'indifferenza di cui molti -troppi- sembrano essere capaci. Purtroppo prevalentemente le sole. Eppure basterebbe imparare da quel bimbo portoghese che durante i festeggiamenti della vittoria del Portogallo agli europei di calcio, qualche giorno fa, consolava ed abbracciava un ragazzo francese in lacrime per la sconfitta. Dovremmo tutti/e imparare che ciò in cui noi crediamo non può essere per nessun motivo considerato verità universale. Il RISPETTO, dell'altra, dell'altro, della dignità della vita umana è l'unico valore universale, inalienabile, ed è anche l'unica via percorribile da coloro che vogliono costruire, anche per lasciarlo a chi verrà, un mondo migliore. Nonostante il terrorismo. Nonostante l'integralismo. Nonostante ogni lutto. Nonostante ogni ragione che si pensi di poter avere. Nonostante ogni dolore.

 
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