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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
Edita dall'Associazione Power And Gender

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FOCUS TURCHIA: approvato lo stato d'emergenza
Politica internazionale - Passi di democrazia
Scritto da La redazione   

ImageTURCHIA - Con 356 voti a favore e 115 contrari, è arrivata nel pomeriggio di giovedì 21 luglio l'approvazione del Parlamento turco allo stato di emergenza per la durata di tre mesi annunciato mercoledì sera da Erdogan. Assieme alla proclamazione dello stato d'emergenza, "la Turchia sospenderà la Convenzione europea sui diritti umani" ha annunciato il vicepremier e portavoce del governo Numan Kurtulmu.

 
Sbloccate le UNIONI CIVILI
Politica Interna - Unioni Civili
Scritto da Eva Panitteri   

ImageROMA - Parere favorevole oggi del Consiglio di Stato al decreto sui registri per le unioni civili. Al via dunque il regime transitorio di trascrizione delle unioni civili nei registri dello stato civile, che consentirà le prime unioni già da metà agosto. Si conclude con oggi la lunga notte delle unioni civili, rimaste bloccate per anni. L’eventuale obiezione di coscienza dei sindaci, è stato spiegato in conferenza stampa, è superata dal fatto che il testo parla di celebrazione da parte di un “ufficiale di Stato civile”. Non mancano le usuali polemiche ma, finalmente, si muove ancora un passo nella direzione che allinea le istituzioni alla vita reale delle persone ed alle esigenze di cittadine e cittadini. Leggi tutto su Repubblica.it

 
Turchia e la democrazia tradita
Politica internazionale - Passi di democrazia
Scritto da EP   

ImageQuanto successo in Turchia svela, nei giorni del dopo golpe, il lato oscuro che possiede il potere quando avversa l’ordine costituito. Un potere che attacca la propria stessa democrazia. Sembrano sparite dal paese le voci e le figure dei laici, dei democratici, dei liberali. Sparite le donne, forse le voci liberali più coraggiose in quanto donne, minacciate ora dell’imposizione forzata del velo, di prossima attuazione nell’agenda di certi nostalgici reazionari. Altro che scelta d’identità religiosa! Lo spauracchio della reintroduzione della pena di morte, poi, insieme a liste e numeri, evidenziano la scelta della vendetta nella reazione di Erdogan, che sembra voler percorrere la strada del totalitarismo e della repressione. I numeri parlano da soli, e dicono che i diritti (quelli rimasti) sono irrimediabilmente calpestati, ma non solo nell’emergenza: morte almeno 208 persone, eseguiti quasi 8.000 arresti di "complottisti", molti coloro che sono stati posti in detenzione preventiva; 7.000 poliziotti sospesi, 2.700 giudici e procuratori rimossi.  Colpiti i canali dell’istruzione ed ulteriormente quelli dell’informazione: sospesi 15.200 dipendenti pubblici, tolta la licenza a 21.000 insegnanti di istituti privati, tutti i rettori e i presidi universitari rischiano il posto. Chiuse 24 tra radio e tv. Ad oggi sono 50.000 le persone rimose dal proprio incarico. Come vivranno? Cosa faranno? E come funzioneranno tutte le istituzioni e le strutture così svuotate? Amnesty International e gli osservatori internazionali confermano la gravità della situazione, se questa non fosse già stata abbastanza evidente, mentre all’orizzonte sembra profilarsi la tempesta di una guerra civile. Il pericolo maximo che si pensava scampato col fallimento del golpe, incombe ancora sulla Turchia, che si ritrova con le proprie istituzioni e le proprie certezze messe a soqquadro da chi, sino a qualche giorno prima, ne era il garante. Erdogan ha gettato la maschera? Si appresta a fare lo stesso con la Costituzione? I giorni a venire lo sveleranno. Ma lo scenario peggiore, al momento sembra anche quello più probabile.

Link a Repubblica.it per ulteriori informazioni

 

 
Golpe Turchia: the days after senza donne e senza pietà
Politica internazionale - Passi di democrazia
Scritto da Surfing   

ImageDi DACIA MARAINI – Pubblicato sul Corriere.it «La vendetta può chiamarsi giustizia? È questo che vorremmo chiedere al grande comandante Erdogan. Crede davvero che la vendetta purifichi il Paese, rimetta a posto la sua autorità calpestata, e costituisca un atto nobile di esemplare punizione? Non si rende conto che i suoi metodi assomigliano molto a quelli dell’Isis. […] Sta tutto in quel sottile confine la differenza fra storia antica e storia moderna: nell’avere imparato a separare la giustizia dalla vendetta. […] Una cosa che colpisce guardando le fotografie che mettono in evidenza l’umiliazione dei soldati e dei giudici è l’assenza totale di figure femminili. Immagino che la vendetta sia, per il comandante Erdogan, una questione squisitamente maschile, che riguarda chi combatte, chi protesta, chi congiura e chi tradisce. Ma dove sono le donne turche in tutto questo? […] Ankara e Istanbul sono città moderne, dove le donne studiano, si laureano, lavorano, guidano la macchina, prendono la parola. Possibile che siano state messe tutte a tacere? Non ne ho vista una nella folla che inveiva contro i soldati fedifraghi presi a bastonate» (LINK all’articolo completo)

 
NIZZA nel cuore
Politica Interna - Libertà civili
Scritto da Eva Panitteri   

ImageImage Le vittime del 14 luglio a Nizza, e tutte le vittime degli atti ed attentati terroristici dell'ultimo decennio chiedono -ci chiedono- un'attenta riflessione. Sulla strada che stiamo percorrendo. Su come pensano coloro che ci vivono accanto. Sul modo che, coi nostri dire e fare, tutti e tutte noi abbiamo contribuito a costruire. Odio, violenza, aparthaid, razzismo, sangue, morte, intolleranza, strage, muri, filo spinato, ignavia, divisioni.... Sembra infinita la lista delle parole d'odio o d'indifferenza di cui molti -troppi- sembrano essere capaci. Purtroppo prevalentemente le sole. Eppure basterebbe imparare da quel bimbo portoghese che durante i festeggiamenti della vittoria del Portogallo agli europei di calcio, qualche giorno fa, consolava ed abbracciava un ragazzo francese in lacrime per la sconfitta. Dovremmo tutti/e imparare che ciò in cui noi crediamo non può essere per nessun motivo considerato verità universale. Il RISPETTO, dell'altra, dell'altro, della dignità della vita umana è l'unico valore universale, inalienabile, ed è anche l'unica via percorribile da coloro che vogliono costruire, anche per lasciarlo a chi verrà, un mondo migliore. Nonostante il terrorismo. Nonostante l'integralismo. Nonostante ogni lutto. Nonostante ogni ragione che si pensi di poter avere. Nonostante ogni dolore.

 
La parità mancata
Lavoro&pari opportunità - Pari Opportunità
Scritto da EP   

ImageCERCASI PARI OPPORTNITA' -  In un sondaggio SGW tutto il disagio  di chi si rende conto che, al di la delle parole nel nostro paese siamo terribilmente indietro in tema di parità e di pari opportunità. Il disagio è "di chi sente di vivere in una società che ancora fatica a riconoscere pari condizioni, diritti, e tutele. A colpire, al di là dei numeri, è che rispetto a 10 anni fa la sensazione generale è che ci sia stato un peggioramento della condizione femminile”. “Una realtà ancora fatta di percorsi a ostacoli” dove “lavoro, maternità e famiglia sono gli elementi su cui più pesa la differenza tra sessi”. Leggi qui l’articolo di R.it Economia & Finanza

 
Italia: porta d'Europa del racket della prostituzione?
Diritti & Diritti Umani - Tratta e Sfruttamento
Scritto da Surfing   

ImageINCHIESTE L'ESPRESSO – “Il numero di giovani africane portate in Italia dal racket della prostituzione è in costante aumento. Solo nei primi 5 mesi del 2016 ne sono arrivate duemila, confermando l'incremento del 300% registrato nel 2015. Allo stesso modo si abbassa sempre di più l'età delle vittime: una su cinque è minorenne. Il nostro paese è diventato la base di smistamento scelta dagli sfruttatori per distribuire le sue prede sul mercato internazionale, in particolare del Nord Europa”. Sono tantissime le “giovani nigeriane che ogni anno vengono schiavizzate dalle organizzazioni internazionali e alimentano un fiorentissimo racket della prostituzione quasi sempre di strada che dall'Italia manda migliaia di ragazze in Francia, Gran Bretagna, Spagna, Austria e persino in Finlandia come hanno documentato alcune recentissime inchieste di Procure italiane che hanno portato ad arresti di trafficanti e maman.”

 
La rivoluzione delle donne
Politica Interna - Politica
Scritto da Irene Giacobbe   

Image Roma, 12 giugno 2016 - Sulla prima pagina de "La Stampa" sotto la testatina DIRITTI, appare  un articolo esplicito fin dal titolo: "Nulla fermerà la rivoluzione delle donne". L'articolo scritto a due mani è firmato dalla Presidente della regione Friuli Venezia Giulia e vice segretariA del PD - Debora Serracchiani - e dalla MinistrA per le riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento - Maria Elena Boschi. In breve si citano atti decisivi di donne che ieri hanno aperto la strada a risultati importanti, e lotte femminili che ancora oggi, in India come in Sudan, in Africa come negli Usa, le donne portano avanti con determinazione. Lotte e iniziative come quelle che in ITALIA, per promuovere la democrazia paritaria e combattere l'esclusione delle donne dai luoghi della presa di decisione tanto in politica quanto nel lavoro, hanno condotto- e tuttora praticano - le associazioni femminili e femministe. Se Il governo Renzi, con la prima nomina del 50% di donne e uomini nel governo, ha avuto l'importante merito di spezzare il "monopolio maschile” non soltanto a livello simbolico, se con l’approvazione delle norme paritarie in materia elettorale, sono migliorate per le donne le condizioni di accesso alla decisione politica, se la legge Golfo/Mosca sta cambiando le sfere di direzione delle aziende, ciò si deve anche al maturare di una consapevolezza, raccolta dalle giovani generazioni politiche, perseguita con lungo e costante lavoro di sensibilizzazione, per molti anni da parte delle associazioni femminili e femministe.

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Hillary è la candidata DEM alla Casa Bianca
Politica internazionale - Politica internazionale
Scritto da Eva Panitteri   

ImageHILLARY CLINTON ha vinto la nomination democratica. “E' un evento storico: la prima donna che diventa candidata alla Casa Bianca dalla nascita della democrazia americana”. (Repubblica.it) "Credo faccia una grande differenza, ha dichiarato, per un padre o una madre, poter guardare alla propria figlia come fanno con il proprio figlio e poterle dire: 'Puoi diventare quello che vuoi, in questo paese, anche la presidente degli Stati Uniti”. D’altra parte Hillary può parlare alle donne di tutte le età ed “in all stations of life” essendo lei stessa prova vivente di dove si può arrivare quando si crede fermamente nell’abbattimento delle barriere che ostacolano la piena e libera partecipazione delle donne alla vita pubblica, e per conseguire questo risultato si lavora incessantemente. Per la candidata alla presidenza degli USA, infatti, i temi delle donne non sono semplicemente questioni femminili, ma istanze “familiari ed economiche” “cruciali” per lo sviluppo dell’intero paese (dal discorso in occasione dell’8 marzo).

 
Giovani donne, eccellenze dell'oncologia
In giro per il mondo - Donne speciali
Scritto da Surfing   

ImageMEDICINA - Il Congresso Asco (American Society of Clinical Oncology) svoltosi a Chicago ha assegnato il Merit Award 2016 a 4 ricercatrici italiane. Si tratta di uno dei più prestigiosi premi dell'oncologia internazionale, un riconoscimento assegnato (tra gli altri) ai migliori giovani oncologi e rappresenta, come sottolineano le stesse vincitrici, un importante traguardo per la ricerca “al femminile” nel nostro Paese. Tutte trentenni (da sinistra, nella foto) questi i nomi delle ricercatrici: Emanuela Palmerini, Carlotta Antoniotti, Emanuela Palmerini, Marta Schirripa e Caterina Fontanella. Per l’articolo integrale vai su Repubblica.it

 
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