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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
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Numero 43 - 8 giugno 2008



La “sicurezza” ai tempi di Sacconi e Berlusconi

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Ti sfilano il portafogli per strada? Ci vuole più sicurezza! Inciampi su un mendicante che dorme sdraiato per terra? Ci vuole più sicurezza! Sei un operaio e muori arrostito mentre stai lavorando, obbligato allo straordinario, perché le norme di “sicurezza” non sono state rispettate? Peggio per te! le povere aziende sono già fin troppo tartassate da queste norme sulla “sicurezza”del lavoro “che non può essere sostenuta da odiosi incrementi di adempimenti formali e da sanzioni spropositate”* Si, avete letto bene, il tema della “sicurezza” si declina in maniera differente nei quartieri cittadini e all’interno dei luoghi di lavoro. La tolleranza zero non si applica nei confronti di chi deruba i lavoratori della vita, ma soltanto dei piccoli ladruncoli di strada. In fondo in Italia muoiono soltanto 4 operai al giorno sul posto di lavoro per il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza...

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La prostituzione non è un reato

ImageControverse reazioni alla proposta sulla lotta alla prostituzione di strada dopo l'emendamento al pacchetto sicurezza presentato da Filippo Berselli e Carlo Vizzini. La misura introdotta che indica le prostitute soggetti “socialmente e moralmente pericolosi” prevedendo carcere, foglio di via, espulsione, misure di sorveglianza, suscita accese reazioni. Maggioranza divisa. Opposizione compatta nel NO al provvedimento. E mondo dell’attivismo cattolico schierato: “la prostituzione non è un reato”.

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FRANCO - ''Emendamento prostituzione inaccettabile''

Ancora una volta il centrodestra scambia l'effetto con la causa, colpisce la vittima e salva il carnefice. L'importante è dare l'impressione di risolvere i problemi lasciandoli però intatti”. Così dichiara Vittoria Franco,  senatrice del Pd e ministra per le Pari opportunità del governo ombra, a proposito dell'emendamento sulla prostituzione al decreto sicurezza all'esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato.

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FINOCCHIARO – “Su prostituzione propaganda e confusione”

Per Anna Finocchiaro, la proposta della maggioranza sulla questione della prostituzione “sa di demagogia e propaganda”. Con questo provvedimento, infatti, “si colpirebbero le vittime dello sfruttamento senza intaccare minimamente il potere di chi sfrutta il traffico della prostituzione”. In altre parole “una misura inefficace, propagandistica che nasconde solo la grande incertezza e confusione che regna nella maggioranza sul tema della sicurezza”.

 
MELANDRI - ''Prostituzione? Il governo soffia sul fuoco''

Giovanna Melandri, deputata del Pd afferma: “non si garantisce la sicurezza dei cittadini ed il decoro delle città continuando a soffiare sul fuoco di un rigore invocato con troppa disinvoltura dai benpensanti” . Per l'ex ministra “il problema della prostituzione, prima ancora di essere una questione di sicurezza, attiene alla dignità dell'essere umano".

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POLLASTRINI - “le prostitute non sono il nemico”

Barbara Pollastrini commentando l'emendamento al pacchetto sicurezza afferma: “la logica è sempre la stessa: indicare il nemico, scaricare su di esso a priori ogni sorta di colpa e punire”. Bisogna infatti “distinguere la prostituzione coatta, frutto di schiavitù e sfruttamento e la prostituzione per scelta”. Inoltre, “dobbiamo fare i conti con le responsabilità di un costume maschile che va condannato quando usa le donne e, tanto più, i minori”. Infine, conclude Pollastrini, “vanno costruiti tavoli, anche a livello territoriale, per trovare soluzioni realistiche”.

 
DON CIOTTI - Prostitute? “Vittime da aiutare”

Lo sforzo deve essere contro lo sfruttamento e la tratta e non contro le vittime”. Agendo diversamente “non si potrà che peggiorare la condizione per le donne” e “si affosserà la lotta alla tratta degli esseri umani e si riempiranno i Cpt di persone che con la delinquenza non hanno niente a che fare”. Sono queste le preoccupazioni del Gruppo Abele che con Don Luigi Ciotti, ricordando il lavoro della Commissione ad hoc istituita nella precedente legislatura, sottolinea come relativamente allo sfruttamento e in particolare la tratta di esseri umani, le prostitute siano “vittime e non ree”.

 
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