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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
Edita dall'Associazione Power And Gender

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Numero 23 - 18 novembre 2007


Quando la violenza diventa abitudine occorre una riforma culturale

ImageMille volte ci siamo domandate perchè, sconcertate davanti a fatti che hanno apparentemente dell'inspiegabile. Da Tommaso Onofri (Parma) a Chiara Poggi (Garlasco); da Carlo Giuliani (Genova) a Meredith Kersher (Perugia); da Giovanna Reggiani (Roma) a Hina Saleem (Sarezzo); da Gabriele Sandri (Arezzo) a Sara Hamid (Modena), è lunga la lista di donne, di uomini e di bambini, le cui sorti sono legate dallo stesso comune denominatore: la VIOLENZA. Pur senza scivolare in facili derive ideologiche, dobbiamo tutti/e prendere atto di come si siano colpevolmente ignorati i campanelli di allarme di un pericolo in crescita, quasi che in Italia si sia  fatta l'abitudine alla violenza quotidiana. Per non parlare del fenomeno che investe i giovanissimi, con i loro atti di violenza, bullismo, assenza di pietà, filmati e trionfalmente celebrati sul web. Siamo incapaci, dunque, di affrontare la questione della violenza in maniera organica, sistematica e globale, e di fornire risposte adeguate anche a  livello istituzionale?

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VIOLENZA: emergenza cui opporre l’impegno della società civile

ROMA – “La violenza sulle donne è un’emergenza e come tale va affrontata”. Lo afferma Cecilia D’Elia, assessora alle Pari opportunità del Comune di Roma, nel corso dell'incontro “Roma, città dei diritti delle donne. Prevenire e contrastare la violenza tenutosi il 15 novembre alla Casa internazionale delle donne. L’omicidio di Giovanna Reggiani nei pressi della stazione ferroviaria di Tor di Quinto a Roma, ha suscitato una grande attenzione mediatica sulla questione della violenza e la manifestazione nazionale di sabato 24 novembre a Roma sarà pertanto una grande opportunità perché “se la società civile si muove, le nostre politiche diventano più forti”. Tutto quello che mettono in campo le politiche locali –prosegue- non può bastare senza un quadro normativo forte capace di sostenere insieme ai centri antiviolenza ed alle azioni di formazione culturale, anche “la certezza della pena”.

 
VIOLENZA: importante la manifestazione del 24 novembre

ROMA - “Importante essere a Roma il 24 novembre”. Lo dichiara Donatella Linguiti, Sottosegretaria ai Diritti e alle Pari opportunità. “Sono convinta –aggiunge- sia una manifestazione importante in cui in tante riprendono parola pubblica su un tema centrale come quello della violenza maschile sulle donne” violenza che “ è alla base anche di tutte le discriminazioni e i razzismi”. Pur soddisfatta per il via libera in Commissione Giustizia della Camera allo stralcio del ddl su stalking e omofobia, la sottosegretaria sottolinea che “non si può rinviare la presa d’atto che il problema è culturale e va affrontato a tutti i livelli, con una formazione adeguata dei soggetti coinvolti a vario titolo, operatori sociali e sanitari, forze dell’ordine e magistratura, ma anche con misure di prevenzione efficaci che comincino dalla scuola e coinvolgano i mass media e la società civile”.

 
MOLESTIE: nuovo accordo quadro europeo per prevenire quelle sul lavoro

ImagePer prevenire, principalmente, ma anche per “gestire” molestie sessuali, atti di prevaricazione, e violenze fisiche nei luoghi di lavoro, una Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo dell'8 novembre 2007 presenta L'accordo quadro europeo sulle molestie e la violenza sul luogo di lavoro che ha per obiettivo principale una larga sensibilizzazione sul punto a tutti i livelli aziendali. L’accordo, è stato firmato il 26 aprile 2007 dalle parti sociali europee CES, BUSINESSEUROPE, UEAPME e CEEP. (Disponibile nella sezione documenti del nostro sito)

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PARI OPPORTUNITA’ - Aggiornare la Costituzione, per cominciare?

ImageGERMANIA - Un gruppo di donne italiane residenti a Francoforte lo scorso settembre ha avanzato alla Società Italiana delle Storiche, una proposta di modifiche alla Costituzione: cambiare gli Articoli 29 e 37 per avviare una trasformazione culturale che consenta anche alle donne di conciliare famiglia e professione. Secondo il Coordinamento Donne Italiane di Francoforte «Il ruolo familiare della donna viene definito ‘essenziale’ dall’Art. 37 della nostra Costituzione, che lo attribuisce in toto alla componente femminile e ne esonera di fatto quella maschile».

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Nuovo numero nazionale per le donne vittime di violenza

ImageROMA - Si chiama “Mai più sola” ed è la nuova iniziativa in favore delle donne arabe vittime di violenze messa in campo da Souad Sbai, presidenta dell'associazione delle donne marocchine in Italia Acmid-donna. Per le donne di origine araba residenti nel nostro paese (ma non solo) ecco a disposizione il numero verde nazionale 800-911-753 al quale rivolgersi nel caso di violenze e maltrattamenti. “Abbiamo fatto tutto da sole” dice Sbai all’agenzia AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL. “Non avendo avuto alcun aiuto da parte delle istituzioni abbiamo cercato fondi privati

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ONU: Finalmente approvata la risoluzione contro la pena di morte

ImageNEW YORK - La terza commissione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali, accogliendo la proposta che il nostro paese sostiene da più di 10 anni. Un grande successo per l’Italia che, dopo tre tentativi falliti (nel 1994, nel 1999 e nel 2003) il 15 novembre 2007 ha visto ben 99 paesi pronunciarsi favorevoli, mentre 52 sono stati i contrari e 33 gli astenuti. Nonostante le cifre non sembrino amiche, quel che conta è il risultato finale: la risoluzione presentata da Nuova Zelanda e Brasile, depositata presso la Terza Commissione il 1° novembre scorso, ha ottenuto infatti 2 voti in più dei 97 necessari per ottenere la maggioranza assoluta.

 
LAVORO: le tutele arginano la precarietà

ImageROMA - Un convegno Acli del 15 Novembre dal titolo il “Lavoro frammentato” ha analizzato le questioni del precariato, dei lavoratori stranieri, delle donne, dei giovani, degli over 50. Categorie di lavoratori che, spesso prive di tutele per la mancanza di un contratto, o con contratti troppo brevi perché se ne possa garantire una reale rappresentanza, diventano parte -ed espressione- di un meccanismo che nel mercato del lavoro alimenta la precarietà, più che la flessibilità.

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Lavoro : La rete delle consigliere di parità fa il punto

ImageA Roma, dal 13 al 15 novembre tre giorni di full immersion per le consigliere di parità. A 30 anni dall’approvazione delle prima legge di parità e a 16 anni di distanza dall’approvazione della legge 125/91 cosa è cambiato, cosa resta da fare, quali iniziative per il futuro. Ne hanno discusso le consigliere di tutta Italia in un convegno con la partecipazione di esperti di varie discipline. La prima valutazione positiva ha riguardato la costituzione della rete delle consigliere che ha consentito di far emergere e rendere disponibile per tutte il patrimonio di conoscenze e di attività realizzato in questi anni.

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