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La legge 194 non si tocca! PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
martedý 13 maggio 2008

Image Benedetto XVI continua ad interferire pesantemente negli affari interni della Repubblica Italiana senza che si levino voci di dissenso da parte di chi è stato chiamato a governare, né incisive proteste da parte dell’opposizione. La 194 non è "una ferita per la società italiana" lo sono piuttosto i reiterati attacchi ad una legge dello stato e "l'obiezione di convenienza" vincolante per chi vuole operare in strutture sanitarie in larga misura occupate da istituzioni religiose (vedi Genova e il Cardinal Bagnasco) che stanno riportando nella clandestinità e nelle capienti e voraci tasche dei "cucchiai d'oro" (vedi recenti indagini a Napoli) un dramma mondiale affrontato con dolente consapevolezza dalle legislatrici e dai legislatori italiani. La validità della 194 è stata confermata da uomini e donne con un referendum senza dubbi. Le dichiarazioni di esponenti parlamentari di terza e quarta fila sul “problema reale posto dal Papa (sic)”, si sprecano a destra, e in parte anche a sinistra. Indignazione e capacità di reagire sembrano essere prerogativa esclusiva delle donne fuori dal parlamento. Il movimento femminista romano ha dato voce a questa anomalia precisando che i peccati, sui quali il papa è dominus tra chi accetta e pratica le sue predicazioni, non sono “reati” e sono cosa ben diversa dalle leggi della Repubblica Italiana e dall’autodeterminazione delle donne che vanno entrambe “rispettate”. Di seguito il comunicato stampa dell'AFFI Associazione Federativa Femminista Internazionale.

COMUNICATO DEL 13 MAGGIO 2008

  L'ultima presa di posizione in ordine di tempo da parte di Benedetto XVI
contro la 194 è sostenuta e condivisa delle gerarchie ecclesiastiche, alle
quali si accodano laici devoti e ipocriti di varia natura e d'ogni colore.
Dice che la 194  ha aperto ferite e svilito il valore della vita e anche se
la gravidanza è a rischio l’aborto va “evitato”.
Basta !!
sul dolore delle donne dovete smetterla di infierire! 
C'è bisogno di ripeterlo ancora: l'autodeterminazione delle donne è
conquista di civiltà cui non intendiamo rinunciare.
Ne va della nostra libertà!
Lo ricordiamo a tutti e a tutte poiché c'è costata duri anni di lotte: contro
l'oscurantismo, il maschismo; il clericalfascismo.
Lo ripetiamo ai sordi che non vogliono sentire e a coloro che sono in malafede.
Ciò che è peccato non è "reato".
La repubblica Italiana è laica e aconfessionale.
Le donne si autodeterminano.
 Presidenza AFFI
Edda Billi – Irene Giacobbe – Gabriella Guidetti 
 Associazione Federativa Femminista Internazionale
Via della Lungara 19, ROMA
Ultimo aggiornamento ( martedý 13 maggio 2008 )
 
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