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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
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Editoriale - Lacune nelle linee giuda del ministero Pari Opportunità PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
lunedì 01 settembre 2008

ImageROMA - Il Giornale di Power & Gender torna ai propri lettori con uno sguardo al lavoro estivo del Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, che a fine luglio ha esposto gli indirizzi programmatici del suo dicastero alla Commissione Affari costituzionali del Senato. Obiettivo principale: contrastare tutti gli atti di violenza, da quella sessuale alle persecuzioni, sino a pedofilia e pornografia minorili e prostituzione di strada sfruttata da parte delle organizzazioni criminali”.


L'attenzione alla tutela della salute, a politiche in favore dell’occupazione delle donne (anche attraverso il bilancio di genere), alla parità di trattamento per le persone con disabilità (pag. 14) e ad indicazioni sull’integrazione dei migranti (pag. 15) e gli accenni minimi alle disparità di trattamento per orientamento sessuale (pag. 14) non bastano a far passsare sotto silenzio come risultino completamente dimenticati i temi omofobia e violenze in ambito familiare. Queste ultime tra l'altro incredibilmente stralciate, quando la maggior parte delle violenze contro le donne sono agite proprio da compagni, fidanzati e mariti, come rivelano una ricerca ISTAT e le quotidiane cronache nere. Nel testo presentato dal Ministro Carfagna di violenza familiare si parla –lacunosamente- solo in termini di tutela dei minori, in un passaggio che recita: “è peraltro di tutta evidenza come contrastare il fenomeno della violenza contro le donne voglia dire tutelare i minori, spettatori spesso passivi di una violenza contro le loro madri.” (pag. 4). La soluzione? L’istituzione del Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza


Nonostante le gravi omissioni e lacune, sono comunque i diritti delle donne ed i diritti di bambine e bambini a costituire il cuore ed il “denominatore comune delle iniziative poste in essere dal Ministero per le pari opportunità”. Inclusa l’attenzione ad “una maggiore conciliazione dei tempi di cura e di lavoro” perchè “maternità, occupazione femminile, conciliazione dei tempi di cura e di lavoro –si legge nel testo- non possono prescindere da politiche finalizzate ad incrementare i servizi socio educativi per l’infanzia.”


«Tra i vari compiti che il Ministero è tenuto a svolgere vi è quello di promuovere e coordinare le azioni di Governo in materia di sfruttamento e tratta delle persone, di violenza contro le donne nonché di violazione dei diritti fondamentali all’integrità della persona e alla salute delle donne e delle bambine. Uno dei primi interventi che ho ritenuto opportuno porre in essere è stato quello di presentare, con il Ministro della Giustizia, due disegni di legge concernenti rispettivamente “Misure contro gli atti persecutori” e “ Misure contro la violenza sessuale”.


Il disegno di legge “Misure contro gli atti persecutori” è stato predisposto per fornire una risposta concreta nella lotta contro la violenza, perpetrata specie sulle donne, sotto forma del cosiddetto stalking (letteralmente: fare la posta), fenomeno in costante aumento ed in relazione al quale l’ordinamento non è in grado di assicurare un presidio cautelare e sanzionatorio efficace.


Il disegno di legge “Misure contro la violenza sessuale” rafforza la tutela penale contro la violenza sessuale, introduce aggravanti connesse alle modalità di azione del colpevole e impone l’aumento della pena in caso di recidiva, introducendo meccanismi volti ad accelerare i tempi di giudizio e la certezza della pena. Solo negli anni 2004- 2006 si sono verificati 118.000 casi e purtroppo, con particolare riguardo all’evoluzione del fenomeno nell’ultimo triennio, a subire le violenze sono state sempre più spesso le ragazze giovani.»

Ultimo aggiornamento ( domenica 31 agosto 2008 )
 
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