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AFFI: "La pietà muore sul sagrato" PDF Stampa E-mail
Scritto da EP   
lunedì 21 luglio 2008

ImageROMA - Eluana Englaro combatte la propria -ennesima- silenziosa battaglia: la legge vorrebbe lasciarla andare, rispettare le sue volontà e concedere finalmente riposo al suo corpo oggi svuotato di quello che era, della ragazza che i genitori ci dicono essere stata. La legge vorrebbe finalmente portare giustizia, MA una cattolica impietosa pietà vuole ancora trattenere il suo corpo in quel limbo di vita-non-vita. Con un desiderio di "possesso" che non si giustifica nemmeno con il più solerte desiderio di cura. A sostegno della battaglia della famiglia Englaro pubblichiamo il comunicato a cura dell'AFFI.

"E pensare che si chiamano Misericordine, suore della misericordia, che è “pietà e compassione efficace”; è -come dice sant’Agostino- “un compatire del cuor nostro all’altrui miseria”.

E’ invece un infierire senza limiti, con i sagrati riempiti di bottiglie d’acqua e di sciacalli mediatici. Bottiglie d’acqua che avremmo voluto vedere, e molte, dedicate anche a quella umanità morente di sete aggrappata disperatamente alle isole-tonnare e ai milioni di bambini, e di donne, che quotidianamente, oltre che di sete, muoiono per fame.

Un infierire sui morenti e sui viventi, esposto alle ideologie più miserabili, perché è miseria morale non avere “compassione” per il dolore altrui ma imperio presuntuoso di possesso di verità inconfutabili.

Eluana Englaro ha bisogno di “pietas” dopo 16 anni di vita non vita, ha TUTTO IL DIRITTO che venga rispettata la sua volontà di rifiutare un’alimentazione forzata, tutto IL DIRITTO.

E che venga rispettata l’angoscia di un padre che l’ha seguita minuto per minuto, secondo per secondo, morendo anche lui di dolore.

Azioni crudeli come i roghi delle streghe. "

 

Presidenza AFFI / 18 Luglio 2008

Edda Billi - Irene Giacobbe - M.Gabriella Guidetti

 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 21 luglio 2008 )
 
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