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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
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L'uccisione del giovane Abdul a Milano PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
venerdì 19 settembre 2008

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Abdul William Guibre
"Da quando il razzismo e la xenofobia sono stati sdoganati, da quando il "diverso" è stato additato come capro espiatorio di tutti i mali, le nostre città sono diventate il regno incontrastato di fascisti di vecchia e nuova generazione, più o meno consapevoli di esserlo." (MicroMega). "C’è una sorta di malattia italiana profonda e interiore: un ingiustificato e rabbioso vittimismo che rende tutti più insicuri e spietati. Lo vediamo in tanti episodi. Ovviamente le vittime più facili di tale clima sono i più deboli, i rom, gli immigrati, i poveri. Ma tutti possono esserne travolti. L’ingiusta scomparsa di Abdul, giovane di origini africane, cittadino italiano, ci spinge a ribadire con forza la necessità di ritrovare le ragioni della convivenza perché le nostre città non diventino città invivibili.

La morte di Abdul William Guibre, ucciso brutalmente a Milano il 14 settembre, seguita di poche ore all’aggressione di un romeno vittima di un’imboscata a Roma sono una ferita grave e un segnale ulteriore del clima violento e minaccioso che una predicazione di odio e anti-immigrati, anti-rom e anti-romeni ha incoraggiato fino a una soglia non più accettabile.


La tolleranza verso facili individuazioni di capri espiatori, un discorso pubblico che ha indicato a più riprese in minoranze e in “categorie” di persone e non nei singoli responsabili la causa di fatti di cronaca amplificati a dismisura sembrano avere abbassato la soglia di civiltà della vita nelle nostre città.


Con dolore la Comunità di Sant’Egidio invita tutti ad abbassare i toni, a non rincorrere “percezioni di insicurezza” che in realtà rischiano solo di essere interpretate da frange di violenti come autorizzazioni a imprese di pseudo-giustizia “fai da te”. Occorre respingere la violenza e l’intolleranza che crescono nella convivenza urbana con atti conseguenti, bloccando comportamenti e discorso pubblico troppo spesso inquinati da toni violenti e razzisti.


L’ingiusta scomparsa di Abdul, giovane di origini africane, cittadino italiano, ci spinge a ribadire con forza la necessità di ritrovare le ragioni della convivenza perché Milano e tutte le città italiane non diventino città invivibili per i più deboli e a rischio per chi non accetta un clima violento."
(Cominità di S. Egidio - 16 settembre 2008)

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 21 settembre 2008 )
 
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