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Alzheimer: ora la cura c'è PDF Stampa E-mail
Scritto da di Agnese Codignola (L’Espresso)   
mercoledì 08 ottobre 2008

ImageSALUTE - Un ricercatore inglese è riuscito a colpire le proteine responsabili della patologia. La fibrillazione è tale da far pensare che siamo vicini a una svolta, la prima vera dopo decenni di studi, nella cura dell'Alzheimer. Il recente congresso mondiale di Chicago ha portato alla ribalta alcune molecole dirette contro bersagli che finora erano sembrati sfuggenti, e altre che hanno confermato la possibilità di immunizzazione contro la malattia.

Uno degli studi che ha destato maggiore clamore è quello condotto da Claude Wischick, dell'Università di Aberdeen, in Gran Bretagna, sulle proteine tau, le proteine che devastano la cellula nervosa e causano, insieme alle placche di proteina beta amiloide, la perdita di funzione di vaste aree cerebrali. Whishick ha scoperto che il blu di metilene, un colorante chimico usato come disinfettante delle vie urinarie, scioglie gli aggregati di proteine tau, e ha deciso quindi di provare a somministrarlo ai pazienti. I pazienti trattati hanno avuto una stabilizzazione della degenerazione neuronale che si è protratta per oltre un anno e mezzo e che è stata superiore a quella del gruppo di controllo dell'80 per cento. Sempre contro le proteine tau è diretto uno spray nasale chiamato AL-108, somministrato dai neurologi della Duke University di Durham, in North Carolina, a 150 persone colpite da Mild Cognitive Impairment, il deficit di memoria che spesso precede la demenza. Dopo tre mesi si è avuta una netta stabilizzazione della malattia.


Ma le proteine tau non sono l'unico bersaglio. Sembra riprendere vigore l'idea di immunizzare i malati contro le proteine beta amiloidi attraverso la somministrazione di anticorpi monoclonali diretti contro la beta amiloide o piccoli aggregati di essa: i dati preliminari di alcuni di questi anticorpi mostrano che potrebbero funzionare.

Ultimo aggiornamento ( sabato 11 ottobre 2008 )
 
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