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Home arrow Numero 59 arrow NON perdiamolo di vista –La ricerca ai tempi di …TREMONTI
NON perdiamolo di vista –La ricerca ai tempi di …TREMONTI PDF Stampa E-mail
Scritto da I.Giacobbe   
marted́ 30 dicembre 2008

ImageRoma, dic 2008- Mentre il Ministro piange miseria e la ricerca in Italia viene mortificata; mentre migliaia di ricercatori, malgrado premi e riconoscimenti sono mantenuti nella precarietà o costretti ad emigrare, l’ ITT (istituto Italiano Tecnologie) fondato nel 2003 dal Ministro Tremonti, viene finanziato con 450.000.000 (quattrocentocinaquantamilioni) di euro. Ovvero: come autoregalarsi soldi pubblici sottraendoli alla disponibilità della ricerca e dell’ Università; come chiedere rigore e meritocrazia a tutte le università e centri di ricerca italiani (quali il CNR); come finanziare i Progetti di Ricerca di rilevante Interesse Nazionale, (bando PRIN 4-12-2008, ministro Gelmini) il prossimo anno, nel limite massimo complessivo di 95.034.060 (novantacinquemilioni di euro) e, al tempo stesso, giusto per un termine di paragone con l’abbondanza dei fondi riservati al proprio ITT, (115 articoli pubblicati in 5 anni- appena 4 citazioni internazionali) il ministro Tremonti con l’art 17 della Legge 133 autoregala all’ITT (maliziosamente detto Istituto Italiano Tremonti) i denari della Fondazione IRI.

Quanti denari? Non si sa; ma il patrimonio di partenza era di 180 milioni di euro.

Il doppio dei fondi pubblici a livello nazionale trasferiti con un semplice articoletto di legge.

 

In questo caso chi decide? Gelmini ? Tremonti? e dov’è la trasparenza?

Se guardiamo oltre il muro di casa, dove lavorano numerosi ricercatori italiani, in Inghilterra, il governo di Gordon Brown promuove e finanzia la ricerca con oltre 4 miliardi e mezzo di euro l’anno. Un terzo di questi fondi pari ad oltre un milione e mezzo di euro viene ripartito tra le università sulla base di valutazioni trasparenti, vediamo come.

La ricerca universitaria inglese nel suo insieme è stata valutata da un gruppo di 67 commissioni indipendenti. Le istituzioni universitarie sono state tutte valutate sulla base delle pubblicazioni scientifiche dei propri ricercatori (cira 50.000), secondo parametri stabiliti in precedenza ed a tutti noti. Per ogni ricercatore vengono valutati 4 paper di ricerca con un punteggio da 0 (valore irrilevante) a 4 (di portata internazionale) Sulla base delle loro valutazioni è stata stilata una graduatoria, e i risultati del Research assessment exercise, che si svolge a distanza di 7 anni dal precedente, sono stati pubblicati. Ogni dipartimento ha presentato i lavori dei/delle migliori studenti e, parte integrante dello sforzo collettivo di selezione è stata la lotta alle discriminazioni. Censo, appartenenza, sesso, razza, amici potenti, non avrebbero portato a migliorare il proprio punteggio.

Ai primi posti della classifica continuano ad essere le istituzioni universitarie più famose, ma può accadere, e così è accaduto, che al primo posto per la Fisica, e quindi con finanziamenti appropriati, ci siano giovani ricercatori di una piccola università, e il dipartimento dell’università di Lancaster e non più quello dell’Università di Cambridge -che pure risulta essere la migliore università del Regno Unito - si trovi oggi con maggiori risorse.

Ma il Ministro del Tesoro, già detto bugiardino nella precedente versione del governo Berlusconi2, pensa per se e fa danni per tre .

Ultimo aggiornamento ( marted́ 30 dicembre 2008 )
 
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