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Comunicazione: la parola “clandestino” scompare dal notiziario DiReS PDF Stampa E-mail
Scritto da EP - Fonte Dire   
lunedì 10 novembre 2008

ImageROMA – Se le nuove realtà cambiano i linguaggi, questi ultimi, a loro volta, cambiano le percezioni: “l’uso di un linguaggio corretto –spiega il direttore dell'agenzia di stampa Dire, Giuseppe Pace– è sempre importante, ma lo è ancora di più quando si trattano fenomeni, come l’immigrazione, su cui è facile alimentare paura, xenofobia e razzismo. Ogni giornalista in questo dovrebbe fare la propria parte”. E' così, a partire dal 10 novembre, nei notiziari DiReS (progetto nato dalla collaborazione tra l’Agenzia Dire (Canale Welfare) e l’Agenzia Redattore Sociale) la parola “clandestino” riferita a persone immigrate non verrà più utilizzata.

Verrà evitata anche la parola "extracomunitario", tranne nei quei rari casi in cui sia essenziale per chiarire aspetti tecnico-giuridici. L’iniziativa del notiziario DiReS è maturata anche in seguito all’appello lanciato alcune settimane fa dal gruppo “Giornalisti contro il razzismo”.


Faranno eccezione solo le eventuali dichiarazioni contenute in comunicati stampa e riportate tra virgolette. Anche nella trascrizione delle interviste e delle dichiarazioni raccolte la parola "clandestino" sarà evitata, tranne che ove ritenuta indispensabile/opportuna per chiarire il pensiero dell'intervistato, o per riprodurre fedelmente il linguaggio dello stesso.


Al posto di "clandestino" verranno usati, di volta in volta, i termini più adeguati al contesto delle singole notizie, come irregolare, migrante, immigrato, rifugiato, richiedente asilo, persona, cittadino, lavoratore, giovane, donna, uomo ecc. L’annuncio viene dato dalle due agenzie di stampa a poco più di un anno da quel 25 ottobre 2007 in cui la loro inedita partnership diede vita al notiziario quotidiano nazionale più completo sui temi del welfare e del disagio sociale, sulle attività del non-profit, sul mondo della scuola, del lavoro, della sanità.


Oltre a essere impropria, la parola ‘clandestino’ ha sempre più assunto nell’immaginario collettivo un’accezione offensiva e spesso criminalizzante, che rischia di estendersi a tutta la popolazione immigrata”, afferma il direttore di Redattore Sociale, Stefano Trasatti. “Eliminare questa parola dal nostro notiziario ci sembra una scelta doverosa e di rispetto della dignità delle persone straniere. Sia di coloro che, pur vivendo in Italia da tempo, per qualche motivo non sono in regola con il permesso di soggiorno, sia soprattutto di tutti quelli che, provenienti da storie di estrema povertà, hanno affrontato viaggi drammatici per arrivare nel nostro paese”.

 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 10 novembre 2008 )
 
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