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Diritti umani: le violazioni più diffuse PDF Stampa E-mail
Scritto da ANSA   
mercoledì 10 dicembre 2008

ImageA sessanta anni dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani, vecchie e nuove forme di violazione, oppressione e violenza restano sul campo. Le violazioni più diffuse: VIOLENZA SULLE DONNE - PENA DI MORTE – REPRESSIONE DELLA LIBERTA' DI ESPRESSIONE E DISSENSO – VIOLENZA SUI MINORI - DISCRIMINAZIONI SESSUALI.


VIOLENZA SULLE DONNE - E' una delle violazioni più diffuse sul pianeta. Almeno 23 Paesi hanno leggi discriminatorie, gli abusi si manifestano nelle forme più disparate, soprattutto tra le mura domestiche. Donne in tutto il mondo vengono violentate, rapite, mutilate, vendute se non uccise. Abusi e violenze sono direttamente connessi a discriminazioni di genere, di natura sociale ed istituzionale. Si stima inoltre che siano due milioni le 'schiave del sesso' nel mondo, per un giro d'affari da 20 miliardi di euro. La tratta di esseri umani coinvolge soprattutto loro.

PENA DI MORTE - Sono 138 i Paesi che applicano la pena capitale, Amnesty International denuncia 1.252 esecuzioni nel 2007 (oltre cinquemila secondo altre fonti). Cina, Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Stati Uniti in cima alla lista, con l'88% delle esecuzioni. Sono 54 i Paesi che hanno votato contro la moratoria alla pena di morte all'Assemblea generale dell'Onu presentata e sostenuta dall'Italia. Tra questi anche India, Giappone, Libia, Egitto, Afghanistan, Botswana, Etiopia,Nigeria.


LIBERTA' DI ESPRESSIONE E REPRESSIONE DISSENSO- Nel 2007, Amnesty ha riscontrato leggi limitative della libertà d'espressione e di stampa in 77 Paesi. Tra le nuove frontiere, l'organizzazione segnala le limitazioni a Internet, in particolare in Cina (50 i blogger arrestati nel 2007 secondo alcune fonti), Vietnam, Egitto e Cuba. Decine i Paesi dove il dissenso viene represso con arresti selettivi o di massa: si va dall'Uzbekistan alla Birmania. Sotto attacco la libertà di informazione: 43 i giornalisti uccisi nel 2008, segnala il barometro di Reporter senza frontiere, 133 quelli imprigionati.


MINORI - "Le minacce ai bambini intrappolati nelle guerre continuano ad aumentare", sottolinea il direttore generale dell'Unicef, Ann Veneman. "Ormai non restano semplicemente vittime del fuoco incrociato, ma sono progressivamente divenuti l'obiettivo predestinato di violenze, abusi e sfruttamento, alla mercé di una miriade di gruppi armati che vessano le popolazioni civili". In 85 tra Paesi in guerra e scenari postbellici, armi leggere e ordigni inesplosi sono all'origine dell'uccisione e menomazione permanente di milioni di bambini. I minori subiscono abusi di ogni genere: l'Unicef stima che nella Repubblica Democratica del Congo, il 33% delle vittime di violenze sessuali siano bambini. Resta molto da fare anche sul fronte del lavoro minorile: secondo le statistiche più recenti dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), nel 2004 erano 218 milioni i bambini lavoratori nel mondo.


DISCRIMINAZIONI SESSUALI - I Paesi che puniscono gli atti omosessuali sono 91: la pena capitale è prevista in Iran, Mauritania, Sudan, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Arabia Saudita, Nigeria. Amnesty denuncia il clima di intolleranza, "incoraggiato dalle autorità ", in Lituania, Moldova, Polonia e Russia.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 10 dicembre 2008 )
 
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