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Home arrow Numero 67 arrow Violenza alle donne: tutto il mondo Ŕ paese
Violenza alle donne: tutto il mondo Ŕ paese PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
mercoledý 11 marzo 2009

ImageROMA - La violenza sessista contro le donne non ha confini: mentre il nostro paese affronta un dibattito doloroso sulla questione degli stupri e delle violenze, toccando peraltro solo marginalmente la questione della violenza in casa per mano di parenti, fidanzati, mariti, conoscenti e cosiddetti "amici", Medici Senza Frontiere presenta il rapporto "Vite spezzate", un'informativa che richiama l'attenzione sulla situazione delle vittime di violenza sessuale in diversi paesi, in particolare quelli africani.


"Nel 2007 -si legge nella presentazione del rapporto- i nostri team hanno curato oltre 12mila vittime nel mondo, sia in luoghi di conflitto che in zone stabili: 35 al giorno nei soli progetti di Ms. […] Il rapporto esprime anche tutta la nostra indignazione. I nostri operatori ascoltano ogni giorno storie piene di dolore che raccontano di abusi orribili. Ci sentiamo obbligati a parlarne. Per quanto il fenomeno sia diffuso in alcuni dei luoghi in cui lavoriamo, non esistono giustificazioni per la violenza sessuale”.


La violenza sessuale è un crimine: spezza la vita di chi la subisce. Ruba la speranza e l'aspettativa di un futuro normale. Insieme alla violenza psicologica, mina il corpo e la mente della donna, del bambino o dalla bambina che la subisce, e... condanna alla "sopravvivenza". Una condanna a vita per una devastazione che dovrebbe essere equiparata all'omicidio, e come tale affrontata, spiegata, prevenuta e, solo quando è troppo tardi infine punita.


Un cambiamento di direzione è possibile solo attraverso un cambiamento di mentalità. Un impegno che tutte e tutti noi dovremmo assumere in prima persona, a partire dal nostro agire, dal dialogo che instauriamo con le persone -tutte le persone- che incontriamo nel corso della nostra vita. I cambiamenti sociali richiedono tempo, ed è per questo che, da subito, e senza distinzione di credo, di opinione, di idea politica o di religione, dovremmo darci attivamente da fare.

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 11 marzo 2009 )
 
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