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Home arrow Numero 71 arrow Ricerca: favorire il ritorno delle 'eccellenze' italiane
Ricerca: favorire il ritorno delle 'eccellenze' italiane PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
domenica 26 aprile 2009

Image«Meritocrazia, trasparenza, internazionalità: ecco gli elementi chiave per rilanciare la ricerca in Italia. Come? Facendo sì che i nostri cervelli fuggiti all’estero trovino validi motivi per tornare». Così l’onorevole Laura Garavini ha riassunto lo spirito della proposta di legge "PRIME", presentata alla stampa in omaggio al centesimo compleanno della scienziata Rita Levi Montalcini. Obbiettivo dell’iniziativa: sostenere il rientro dei ricercatori italiani attualmente all'estero creando una fondazione che metterà loro a disposizione borse di ricerca.

La proposta, con Garavini prima firmataria, è sostenuta da deputati trenta-quarantenni del PD, come Gozi, Boccia, Concia, Cuperlo, Madia, Mogherini, Sarubbi, Vaccaro, Zampa e dai deputati PD eletti all’estero. « “Le borse saranno assegnate non sulla base di un concorso ma utilizzando i peer preview, un metodo collaudato da anni nel mondo della ricerca. Concretamente, ogni singolo progetto verrà valutato da parte dei migliori esperti internazionali in materia e sarà giudicato, infine, da un comitato scientifico composto da cinque scienziati in maggioranza provenienti dall’estero. Insomma, applichiamo criteri di valutazione internazionale che nel Regno Unito, nella Svizzera o negli Stati uniti sono già la regola. Le borse di ricerca saranno di due tipi: i ricercatori fino a 35 anni e con 3 anni di esperienza all’estero potranno ricevere fino a 250 mila euro l’anno, mentre i senior con almeno 5 anni trascorsi fuori oltreconfine avranno a disposizione fino a 400 mila euro. Anche le università beneficeranno della legge: per loro ci saranno incentivi finanziari finalizzati ad evitare la scelta del raccomandato di turno, privilegiando un borsista PRIME”.


Presenti alla conferenza stampa per appoggiare la proposta di legge, quattro scienziati italiani ormai da anni all’estero: professor Adriano Aguzzi, direttore dell’Istituto di Neuropatologia all’Università di Zurigo, professor Andrea Biondi del King’s College di Londra, Giandomenico Iannetti dell’università di Oxford, e Riccardo Spezia del CNRS di Parigi.


Per Adriano Aguzzi, testimonial dell’iniziativa, “questa è una legge importante e che va nella direzione giusta, perché contiene tutti gli elementi strutturali che vado predicando da oltre 15 anni.” Il vincitore di prestigiosi riconoscimenti internazionali ha sostenuto che “la ricerca è l’investimento più redditizio a lungo termine, soprattutto di fronte alla seria crisi economica che ha colpito l’intero globo. Ecco perché l’Italia non può permettersi di trattare male i suoi migliori talenti nel campo della scienza”. Un’analisi condivisa da Biondi, Iannetti e Spezia, che hanno concordato: “PRIME è una grande chance per superare gli ostacoli al ritorno delle eccellenze italiane”. »

Ultimo aggiornamento ( domenica 26 aprile 2009 )
 
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