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Violenza: i media e l’indagine ISTAT 2006 PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
lunedì 05 marzo 2007

ImageLa violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia”: l’Istat presenta i risultati di una indagine per la prima volta interamente dedicata al fenomeno delle violenza fisica e sessuale contro le donne. Un fenomeno più ampio di quello che possiamo credere, è più sommerso di quanto possiamo immaginare. Della violenza i media dovrebbero parlare in termini più chiari e rappresentare la figura della donna in maniera più competente e meno sessuale. Perché nel nostro paese le donne tra i 16 ed i 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita sono 6 milioni 743 mila.

E’ di questi giorni uno spot in TV che dice “la violenza non ha giustificazione”. Gli ultimi fatti di cronaca fanno emergere come molti tra i ragazzi e le ragazze non percepiscano l’abuso come un comportamento grave, e che la vittima spessissimo non denuncia per vergogna, per paura di esser giudicata male, per ricatto o per il timore del biasimo sociale.

Della violenza contro le donne i media però parlano raccontando di un “raptus” della follia o della gelosia. Emerge da questa ricerca, invece, che per il violento fare violenza è una scelta, un’abitudine.

La violenza si argina facendo prevenzione, a partire dal modo in cui se ne parla. Se i media prestassero più attenzione all’uso delle immagini della donna e del femminile, ed al significato delle parole, questa percezione potrebbe cambiare. Basterebbero un maggior senso di responsabilità personale ed un serio codice di autoregolamentazione.

Resta certo molto da fare a livello preventivo, normativo, e processuale, mentre ci si muove meglio a livello investigativo ma l’indagine dell’Istat -frutto di una sinergia tra l’Istat (che l’ha condotta) e il Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità (che l’ha finanziata con i fondi del Programma Operativo Nazionale “Sicurezza” e “Azioni di sistema” del Fondo Sociale Europeo)- è un preciso segnale.

La ricerca

Il campione si avvale di interviste con tecnica telefonica, a 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni, su tutto il territorio nazionale dal gennaio all’ottobre 2006 e misura tre diversi tipi di violenza contro le donne: fisica, sessuale e psicologica. Dentro la famiglia (da partner o ex partner) e fuori dalla famiglia (da sconosciuto, conoscente, amico, collega, amico di famiglia, parente ecc.).

Un primo sguardo alle cifre

6 milioni 743 mila le donne tra i 16 ed i 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita.

5 milioni hanno subito violenze sessuali (23,7%)

1 milione 400 mila hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni

1 milione circa ha subito stupri o tentati stupri (4,8%)

3 milioni 961 mila hanno subito violenze fisiche (18,8%).

2 milioni 77 mila hanno subito lo stalking, (persecuzioni messe in atto dall’ex partner)

7 milioni 134 mila hanno subito o subiscono violenza psicologica

674 mila hanno subito violenze ripetute da partner e avevano figli al momento della violenza

I numeri del 2006

1 milione e 150 mila (5,4%) è il numero delle donne vittime di violenza nel 2006

Non si denuncia

Il sommerso è elevatissimo e nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate. Raggiunge circa il 96% delle violenze da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche nel caso degli stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%).

Le giovanissime

1 milione 400 mila donne hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni, il 6,6% del totale. Gli autori delle violenze sono vari e in maggioranza conosciuti. Solo nel 24,8% la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto. Un quarto delle donne ha segnalato un conoscente (24,7%), un altro quarto un parente (23,8%), il 9,7% un amico di famiglia, il 5,3% un amico della donna. Tra i parenti gli autori più frequenti sono stati gli zii. Il silenzio è stato la risposta maggioritaria. Il 53% delle donne ha dichiarato di non aver parlato con nessuno dell’accaduto.

La violenza dei partner

I partner responsabili della maggioranza degli stupri. Ma anche dei rapporti sessuali non desiderati, subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei. Il rischio di subire uno stupro piuttosto che un tentativo di stupro è tanto più elevato quanto più è stretta la relazione tra autore e vittima. Gli sconosciuti commettono soprattutto molestie fisiche sessuali, seguiti da conoscenti, colleghi ed amici. Gli sconosciuti commettono stupri solo nello 0,9% dei casi e tentati stupri nel 3,6% contro, rispettivamente l’11,4% e il 9,1% dei partner.

674 mila donne hanno subito violenze ripetute da partner e avevano figli al momento della violenza. Il 61,4% ha dichiarato che i figli hanno assistito ad uno o più episodi di violenza. Nel 19,7% dei casi i figli vi hanno assistito raramente, nel 20,1% a volte, nel 21,6% spesso.

Le violenze domestiche

Sono più colpite da violenza domestica le donne il cui partner è violento anche all’esterno della famiglia. Sono in maggioranza gravi. Il 34,5% delle donne ha dichiarato che la violenza subita è stata molto grave e il 29,7% abbastanza grave. Il 21,3% delle donne ha avuto la sensazione che la sua vita fosse in pericolo in occasione della violenza subita. Ma solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un reato, per il 44% è stato qualcosa di sbagliato e per il 36% solo qualcosa che è accaduto. Anche nel caso di stupro o tentato stupro, solo il 26,5% delle donne lo ha considerato un reato. Il 27,2% delle donne ha subito ferite a seguito della violenza. Ferite, che nel 24,1% dei casi sono state gravi al punto da richiedere il ricorso a cure mediche.

L’insorgere delle patologie. Le donne che hanno subito più violenze dai partner, in quasi la metà dei casi hanno sofferto, a seguito dei fatti subiti, di perdita di fiducia e autostima, di sensazione di impotenza (44,5%), disturbi del sonno (41,0%), ansia (36,9%), depressione (35,1%), difficoltà di concentrazione (23,7%), dolori ricorrenti in diverse parti (18,5%), difficoltà a gestire i figli (14,2%), idee di suicidio e autolesionismo (12,1%). La violenza dal non partner è percepita come meno grave di quella da partner.

La violenza che non si vede

7 milioni 134 mila donne hanno subito o subiscono violenza psicologica1: le forme più diffuse sono l’isolamento o il tentativo di isolamento (46,7%), il controllo (40,7%), la violenza economica (30,7%) e la svalorizzazione (23,8%), seguono le intimidazioni nel 7,8% dei casi. Il 43,2% delle donne ha subito violenza psicologica dal partner attuale. Di queste, 3 milioni 477 mila l’hanno subita sempre o spesso (il 21,1%). 6 milioni 92 mila donne hanno subito solo violenza psicologica dal partner attuale (il 36,9% delle donne che attualmente vivono in coppia). 1 milione 42 mila donne hanno subito oltre alla violenza psicologica, anche violenza fisica o sessuale, il 90,5% delle vittime di violenza fisica o sessuale.

Se non è finita neanche quando sembrava finita….

2 milioni 77 mila donne hanno subito comportamenti persecutori (stalking), che le hanno particolarmente spaventate, dai partner al momento della separazione o dopo che si erano lasciate, il 18,8% del totale. Tra le donne che hanno subito stalking, in particolare il 68,5% dei partner ha cercato insistentemente di parlare con la donna contro la sua volontà, il 61,8% ha chiesto ripetutamente appuntamenti per incontrarla, il 57% l’ha aspettata fuori casa o a scuola o al lavoro, il 55,4% le ha inviato messaggi, telefonate, e-mail, lettere o regali indesiderati, il 40,8% l’ha seguita o spiata e l’11% ha adottato altre strategie. Quasi il 50% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale da un partner precedente ha subito anche lo stalking, 937 mila donne. 1 milione 139 mila donne hanno subito, invece, solo lo stalking, ma non violenze fisiche o sessuali.

Ultimo aggiornamento ( martedì 06 marzo 2007 )
 
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