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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
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Appello "Per una Repubblica che rispetti le donne" PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
giovedì 04 giugno 2009

ImageROMA - A partire dall'ipotesi scandalosa solo a pensarla di presentare un drappello di veline quali candidate alle elezioni europee, passando per le gaffe a sfondo sessuale che da anni rimbalzano sui network di tutto il pianeta senza che nessuno chiami la cosa con il proprio nome, ed arrivando all'affaire Papi/Noemi che ha fatto dichiarare alla moglie di Silvio Berlusconi di non poter rimanere accanto ad un uomo che "frequenta le minorenni", gli ultimi mesi hanno visto un crescendo di reazioni all'ormai insopportabile disprezzo verso le donne che a molti livelli serpeggia nel nostro paese, disprezzo che è sembrato trovare se non il placet, almeno la colpevole complicità delle istituzioni per peccato di omissione. All'assordante silenzio dei vertici (dove, ad esempio, la voce delle ministre?) si sono contrapposte quotidianamente le voci -pur flebili per mancanza di visibilità mediatica- delle realtà femminili e della società civile che non hanno mai voluto far finta di non vedere e non sentire.


Il due giugno di questo anno, in occasione della festa della Repubblica, a questo coro di voci in difesa della dignità delle donne del nostro paese, si sono aggiunte voci più note, quelle delle donne insignite delle più alte onorificenze repubblicane, per un appello "Per una Repubblica che rispetti le donne" volto a chiedere più spazio per le donne vere, per i «talenti delle donne impegnate in battaglie responsabili per il futuro dell'Europa che interessa principalmente i giovani e le famiglie». Basta, insomma, a «donne che assurgono agli onori delle prime pagine dei media se sono compiacenti verso i "potenti" e asservite ad un modello mercificato e lesivo dell'identità femminile» perché oggi, 63 anni dopo la nascita della Repubblica Italiana «i principi costituzionali di uguaglianza, diritto al lavoro, dignità della persona appaiono ancora ampiamente inattuati». Per chi lo desidera, è possibile aderire allappello.

 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 04 giugno 2009 )
 
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