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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
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Quando la pubblicità sovverte gli equilibri PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
martedì 14 luglio 2009

ImageGIOVANI - Come fosse nuovo, anno dopo anno, torna (quasi stupito) il dibattito sull'eccessiva sessualizzazione dell'immagine delle ragazze usata a fini commerciali, e sui suoi effetti, che negli adolescenti si stanno manifestando in comportamenti che evidenziano una pericolosa distorsione nella percezione della realtà. L'uso del corpo femminile in versione super-sexy, che lo sfruttamento commerciale arriva a spingere ai limiti del porno-soft, ridisegna comportamenti e ruoli sociali su vecchi modelli e mai sopiti stereotipi, spostando pericolosamente gli equilibri, ed esacerbando le relazioni e le interazioni tra la sfera femminile e quella maschile. Quest'erotizzazione innaturale e precoce, analizzata già nel 2007 da uno studio della American Psychological Association, viene ripresa nel 2009 dal saggio The Porning of America di Carmen Sarracino e Kevin Scott: "gli studi dimostrano che i bambini più esposti a incessanti stimoli sessuali crescono con una rigida visione di genere: maschi dominatori e ragazze sottomesse".

RAGAZZI «Per i maschietti, i messaggi sottolineano insensibilità e machismo, e insegnano a giudicare le coetanee paragonandole a modelli tanto artificiali quanto impossibili. I giovanissimi imparano anche che il sesso è violento. Che apparenza fisica e acquisto del prodotto giusto sono sinonimi di successo. Temi cui la giornalista Loredana Lipperini ha dedicato Ancora dalla parte delle bambine (Feltrinelli), raccogliendo il testimone del noto saggio firmato negli anni ’70 da Elena Gianini Belotti.»

RAGAZZE «Magazine come Cioè o Ragazza moderna, destinati alle teenagers, entrano anche nelle case di bambine di nove anni. E con essi entrano le immagini di uomini muscolosi, rigorosamente a petto nudo, con l’invito: 'Ritaglia, stacca e incolla i sexy boys che preferisci'. Entrano i consigli per abbigliarsi da perfetta gothic Lolita o allungare le ciglia; i test per scoprire se sei una fashion girl o quanto il tuo lui è micio o macho. Conferma la psicologa dell’età evolutiva Anna Oliverio Ferraris, autrice di La sindrome Lolita (Rizzoli): "Le riviste sono ricche di messaggi che sottolineano l’importanza di presentarsi sessualmente attraenti per stuzzicare l’interesse dei maschi"».

La parola d'ordine deve essere, allora, vigilare. Per spiegare. Rimettere in prospettiva. Ridimensionare. Ed in certi casi educare e rieducare. Perché quando comportamenti palesemente aggressivi e violenti vengono sdoganati stemperandone la gravità nella bugia del 'semplice gioco' abbiamo la certezza che intervenire per una mediazione sia l'unico strumento possibile e responsabile.

 

Ultimo aggiornamento ( martedì 14 luglio 2009 )
 
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