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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
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Giovani: informare per orientare PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
mercoledì 26 agosto 2009

ImageGIOVANI & SOCIETA’ - Droga, comportamenti sessuali ed alcolismo precoci, stragi del sabato sera, sono solo alcune delle preoccupazioni dei genitori di figli adolescenti e pre-adolescenti. Che fare? si sono domandati e si domandano in molti... Dopo la lettera aperta dell’assessore alla Salute del Comune di Milano Giampaolo Landi di Chiavenna rivolta alle famiglie milanesi lo scorso luglio sul tema della droga, proponendo (pubblicizzando?) il kit antidroga fai-da-te per l’esame delle urine di figlie e figli, sembra essere arrivato in questi giorni il momento della reprimenda del comune sull’uso di internet e delle tecnologie in tema di costumi sessuali giovanili. Dietro gli innegabili buoni intenti, sembrano non esservi però altrettanti buoni propositi.


In un momento in cui nel nostro paese stiamo assistendo al restringimento sistematico di tutte le forme di libertà, da quella di poter decidere di non essere obbligati a certe cure non desiderate, a quella di espressione e di parola, a quella di veder usate le nostre tasse per combattere crimine e criminali con le intercettazioni, la longa manus e l’occhio sempre vigile del grande fratello governativo entrano nelle case degli italiani, suggerendo alle famiglie di adottare tra le pareti domestiche metodi simili a quelli usati dal governo per la gestione della sicurezza.


Nell'innegabile difficoltà di comunicare con le nuove generazioni attraverso l'uso di un linguaggio comune, sarebbe certo più facile se si investisse nel ruolo educativo della scuola pubblica, invece di sottrarle vergognosamente sempre più risorse in termini di denari e capitali umani. Perché -ci si domanda- dirottare sul fai-da-te la soluzione di problemi che riguardano la formazione delle nuove generazioni, svuotando di significato quei servizi e quelle reti di sostegno che cercano di tenere uniti i legami fra le generazioni? Perché non si investe in servizi pubblici che affrontino apertamente con i ragazzi le questioni che più li espongono a pericoli come la droga,  il bere, la sicurezza al volante, e le relazioni sessali, orientandoli come a scuola, quotidianamente?


Basterebbe iniziare a parlarne a partire dalle medie per fare al contempo educazione e prevenzione. Si potrebbero così regolarizzare tanti insegnanti precari. Si potrebbe investire sul futuro dei nostri giovani. Si potrebbe dotarli degli strumenti per non sbagliare, per muoversiun pò più consapevolmente. Una missione impossibile, ci pare, solo in caso di una reale assenza di volontà.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 27 agosto 2009 )
 
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