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La Presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU a Montecitorio PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
luned́ 05 marzo 2007

Image(ROMA) - La Fondazione della Camera dei deputati ha ospitato la Presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Sheikha Haya Rashed Al Khalifa. "Verso una cultura dell'eguaglianza di genere nel XXI secolo" il tema affrontato nel corso dell’incontro tenutosi marted́ 27 febbraio 2007 nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio.

“Per creare la cultura dell’uguaglianza di genere nel 21° secolo più donne devono assumere posizioni di guida nelle Nazioni Unite ed in altre organizzazioni multilaterali”. Queste le prime parole della Al Hhalifa, che sulla scorta dell’enunciato della Conferenza mondiale del 2005 “il progresso delle donne è il progresso di tutti” ricorda come “alla base di questo approccio vi sia la nozione che tutte le persone nascono libere e con uguali diritti”. Principio riconosciuto sulla carta a livello internazionale ma purtroppo disatteso nella pratica.

“Il principio basilare” dello sviluppo delle capacità individuali “è contenuto nella Dichiarazione e Piattaforma d’Azione del 1995, che fu adottata da tutti i governi. Sebbene siano norme universalmente riconosciute, le donne nel mondo arabo, in particolare, devono affrontare diverse sfide culturali se vogliono una partecipazione egualitaria alla società moderna. Le tradizioni culturali e religiose continuano a perpetrare le disuguaglianze. Alcune interpretazioni dei testi religiosi si sono tradotte in tradizioni culturali che hanno limitato le donne arabe. Il tramandarsi di queste tradizioni da una generazione all’altra hanno inibito le donne nella ricerca di istruzione e carriere non convenzionali. Questo spiega la natura conservatrice del diritto di famiglia che impedisce alle donne l’esercizio dei propri diritti basilari”.

Al Khalifa, è originaria del Regno del Bahrain. Prima donna araba Presidente dell'Assemblea generale dell'ONU, ovvero la terza in ordine di tempo (la prima dal 1969), ha alle spalle una carriera di avvocata e diplomatica, è esponente di spicco del movimento per i diritti delle donne, soprattutto in campo legale, ha partecipato attivamente al movimento per la difesa del loro ruolo davanti alle corti islamiche in Bahrain ed è sostenitrice di un'interpretazione dei testi islamici più aperta nei confronti delle donne.

“Le femministe islamiche –segnala nel suo discorso Al Khalifa- i riformisti e le donne arabe moderne devono sfidare i valori tradizionali per dimostrare che un cambiamento culturale è inevitabile oltre che salutare”.

Molti sono ancora i paesi arabi che, a tutt’oggi, non hanno ratificato la convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne.

Ultimo aggiornamento ( luned́ 05 marzo 2007 )
 
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