spacer.png, 0 kB
Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
Edita dall'Associazione Power And Gender

Calendario Eventi


 
Settembre 2017 Ottobre 2017 Novembre 2017
    Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
Settimana 39 1
Settimana 40 2 3 4 5 6 7 8
Settimana 41 9 10 11 12 13 14 15
Settimana 42 16 17 18 19 20 21 22
Settimana 43 23 24 25 26 27 28 29
Settimana 44 30 31
 


AFFI

Lobby EU Donne

spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB




Home arrow Argomenti arrow Violenza di genere arrow Articoli arrow Pubblicità D&G: la violenza perchè?
Pubblicità D&G: la violenza perchè? PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
sabato 03 marzo 2007

ImageL'ultima pubblicità di Dolce & Gabbana non solo incita alla violenza contro le donne, la celebra: c'è un uomo che tiene ferma a terra una donna stringendola per i polsi mentre altri 4, vestiti ed a torso nudo, stanno a guardare...

Al coro di voci indignate e preoccupate, oggi si aggiungono 13 senatori, la Filtea-CGIL (il sindacato dei lavoratori tessili) ed Amnesty International. Nonostatne i ripetuti richiami e le proteste -tra cui gli interventi della Ministra per le Pari opportunità, Barbara Pollastrini e della Sottosegretaria di stato per i diritti e le pari opportunità, Donatella Linguiti- pochi giorni fa l'immagine campeggiava indisturbata dalle pagine del quitidiano La Repubblica. Mentre solo 2 settimane addietro la Spagna insorta ne richiedeva -ed otteneva- il ritiro, oggi in Italia la pubblichiamo. Perchè?

Amnesty, dalla sezione italiana dichiara che questa immagine pubblicitaria "rischia di rappresentare un'apologia dell'uso della violenza nei confronti delle donne, ed è un contributo inaccettabile dei due stilisti alla vigilia della giornata internazionale della donna". In altre parole incita alla violenza. Dal 2004 Amnesty promuove la campagna mondiale "Mai più violenza sulle donne", per combattere un fenomeno, come segnala il portavoce Riccardo Noury, "da cui L'italia non è affatto immune, come denunciato dall'ultimo rapporto Istat".

La Filtea-CGIL, attraverso la Segretaria generale Valeria Fedeli, ventila ipotesi di boicottaggio degli acquisti dei prodotti degli stilisti in occasione dell'8 marzo se non si scuseranno con tutte le donne, e se la pubblicità non verrà ritirata. "E' istigazione allo stupro" scrivono 13 senatori al Giurì per l'autodispiplina pubblicitaria. (Corriere)

La domanda sorge allora spontanea: possibile che non si riesca a vendere prodotti o abiti senza inneggiare alla violenza, solleticare continuamente con richiami ambigui o a sfondo sessuale, sensa sessualizzare le adolescenti, senza usare i bambini come strumento di seduzione?

E' chiaro che da qualche parte stiamo sbagliando. Urge una riflessione a tutti i livelli, tutti chiamati in causa, nessuno speri di tirarsene fuori. Lo dimostrano i fatti di cronaca: gruppi di adolescenti stuprano in branco compagne di scuola, filmano le proprie "imprese" con i telefonini. C'è chi agisce e chi assiste passivo o incitando (come nella pubblicità incriminata), c'è chi se ne vanta in giro, chi immette i filmati in rete. I genitori che minimizzano...

Una stupidità infinita. Una immaturità ancora peggiore. Una mancanza di coscienza, e conoscenza estrememente grave. La violenza si fa gratuita, agita e quasi nata per noia. Eppure sono reati veri, si tratta di violenze, sequestri, sopraffazione e coercizione. Atti che comportano conseguenze sul piano penale. E allora: perchè?

Ultimo aggiornamento ( sabato 03 marzo 2007 )
 
< Prec.   Pros. >
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB