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LAVORO - Donne vittime di mobbing e povertÓ PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
sabato 05 giugno 2010

ImageDONNE & LAVORO - L'insieme delle pressioni sociali e lavorative, anche solo di natura psicologica, possono compromettere seriamente uno stato avanzato di gravidanza: il 15% dei bambini rischia di nascere prematuro o cardiopatico. Si tratta di “mobbing perinatale” e ne parla il libro di Giuliano Bussotti e Serena Moriondo (edito da Ediesse con CGIL Umbria) da poco dato alla stampa con il titolo "Valutazione del Mobbong". Bussotti afferma: “L’aborto è più diffuso fra le lavoratrici precarie” ma non è tutto: “tra le cause del più basso tasso di natalità al mondo ci sono anche le pressioni psicologiche" , dato che induce le donne all’interruzione di gravidanza. Si riaffaccia anche la povertà fra le madri: sono 4,2 milioni le donne povere nel nostro paese: oltre 1,6 milioni sono madri e circa 1 milione ha almeno un figlio minorenne. Il 7,5% è sola. Il tasso di occupazione femminile, poi scende al minimo con 3 figli.


Diventa quindi cruciale ed urgente il sostegno alle donne ed alle madri nella crisi, ma l’attuale governo taglia i fondi per il sostegno alle fasce più deboli. Diventa anche evidente, in tutta la sua drammaticità, il divario tra ciò che il governo afferma ed il modo in cui alla fine agisce: non si sente che parlare di famiglia e maternità, ma non si fa nulla di concreto per sostenere le famiglie e le donne con difficoltà. Complimenti!


Cosa si sta facendo, poi, per la conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita? Per i servizi di sostegno alle famiglie con bambini piccoli, con persone non autosufficienti, con persone con disabilità? Se molte donne sono povere o non hanno proprio un lavoro, molte di coloro impegnate su questi fronti che pure un lavoro lo hanno, si trovano ad affrontare gravissime difficoltà. I “valori” della famiglia promossi dal governo valgono solo per ricchi ed i benestanti? Livia Turco ha affermato: “Per riempire le culle e combattere la povertà, bisogna puntare sull’occupazione femminile”.

Ultimo aggiornamento ( sabato 05 giugno 2010 )
 
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