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Politica: sporchi affari e omertą per legge. PDF Stampa E-mail
Scritto da Irene Giacobbe   
domenica 20 giugno 2010

ImageChi si vuole proteggere se durante l’ascolto di una conversazione telefonica  un sospetto  malvivente dialoga con un parlamentare o un prete? Non certo la segretezza dell’indagine né la sua efficacia. E di certo non i cittadini, né la società, né la vittima del reato. Una norma del genere vuole affermare il principio che la legge penale è divisa per classi. I potenti e gli altri . Ci sarà una reazione? O finirà come nella Fattoria degli animali di George Orwell, alla fine trasformata dai maiali in Fattoria Padronale dove “Tutti gli animali sono eguali, ma alcuni animali sono più eguali degli altri” ? “Ciò che fa paura, diceva Martin Luther King, non è la violenza del potere, ma il silenzio degli onesti.

Le intercettazioni sono strumenti essenziali per le indagini, esse sono un mezzo di ricerca della prova e forniscono informazioni utili alle indagini. La norma proposta da Berlusconi e dai suoi ministri sulle intercettazioni e contro il diritto dei cittadini di essere informati, serve per bloccare la giustizia e per far prevalere sull’obbligo della magistratura e delle forze dell’ordine di perseguire il crimine e i criminali, e sul diritto di tutta la popolazione  alla sicurezza e certezza della giustizia,  la pretesa di alcuni alla riservatezza nella gestione di affari sporchi.

Che in Italia, se venisse approvata la legge bavaglio, si debba notificare l’esistenza di una intercettazione in corso al Parlamento o al Vaticano, lascia sbigottiti i responsabili della giustizia Usa. “In America i politici e i sacerdoti non godono di nessuna eccezione di fronte a un procedimento penale: Se la polizia ascolta il presidente degli Stati uniti o un membro del Congresso o del senato mentre parla con una persona sottoposta a indagine , nessuno si sogna di avvertire la Casa Bianca” afferma Richard Martin (procuratore distrettuale del processo Pizza Connection) collega di Giovanni Falcone, in un’ intervista rilasciata a “la Repubblica” e aggiunge “non è ragionevole pensare che per ottenerle (le intercettazioni) si debba essere già in possesso della prova”.
Afferma Richard Martin:  “Se un deputato americano presentasse una proposta di legge in questo senso il Paese si solleverebbe”.
E da noi? E’ ora di dire chiaro e tondo : Basta menzogne!  Rispondano alla magistratura  collusi e corrotti, In prigione i ladri di tutti noi, e fuori il marciume dalle Istituzioni prima che sia troppo tardi !!
 
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