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Per un sistema di regole elettorali Women Friendly PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione   
lunedì 20 dicembre 2010

ImageSi è tenuto venerdì 16 dicembre a Roma - Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati - un incontro ad alto contenuto politico, promosso da “Noi Rete Donne”,per esporre una proposta di riforma elettorale women friendly .

“Noi Rete Donne non è una nuova associazione, ha precisato Daniela Carlà presentando alle partecipanti l’iniziativa, bensì un luogo che ha riunito le numerose idee e proposte di riforma avanzate da associazioni e singole donne ed infine elaborato una proposta complessiva e completa”. ( Aggiungiamo noi, un laboratorio accogliente che ha potuto giovarsi delle idee e dell’ospitalità da lei personalmente offerta).
Mariangela Pani ha chiarito la genesi dell’iniziativa politica e della costituzione del gruppo, legata alla riforma della doppia preferenza di genere introdotta nella legge della Regione Campania, confermata dalla sentenza 4/2010 della Corte Costituzionale, e alla raccolta di adesioni a sostegno della sua estensione a tutte le Regioni.
Agnese Canevari , che ha coordinato il gruppo di lavoro di donne e associazioni, ha illustrato il documento di riforma “Per un sistema di regole elettorali Women Friendly” alle numerose parlamentari di tutti gli schieramenti politici e ad una gremitissima e attenta sala.
Marisa Rodano ha avviato la discussione successiva, aperta da Rosy Bindi, alla quale hanno preso parte Maria Ida Germontani, Livia Turco, Anna Finocchiaro, Mario Patrono, Pia Locatelli, Marina Porro, Marisa Fagà, Monica Cirinnà, Lella Golfo, Sandra Cioffi, Giulia Rodano, Stefano Ceccanti, Pasqualina Napolitano, Irene Giacobbe.
Commenti tutti positivi da parte delle/dei partecipanti ed alcune osservazioni nel merito di grande interesse che saranno oggetto dei prossimi incontri.
Di seguito il documento presentato da Noi Rete Donne.

Documento di lavoro presentato e discusso nell’incontro del 16 dicembre 2010 presso la Camera dei Deputati Sala del Cenacolo "Per un sistema di regole elettorali women friendly" (qualsiasi sia il sistema elettorale di riferimento).

 
PREMESSA
Il problema della sottorappresentazione delle donne nei luoghi decisionali della politica richiede un intervento normativo urgente e correttivi efficaci. La situazione italiana mette in evidenza il persistere di una condizione di disparità politica sulla base del genere, che può essere considerato come uno degli indicatori di un basso tasso di democraticità del nostro sistema. La questione non si limita ai dati quantitativi, ma investe la concreta possibilità per una delle componenti della società di incidere sui processi decisionali e di “fare” le politiche. Per il pieno esercizio dei diritti politici, in particolare del diritto elettorale passivo limitato di fatto per le donne, risultano essere fondamentali le modalità di accesso agli organi elettivi ed in particolare i meccanismi di formazione e selezione della rappresentanza e della leadership. La necessità improcrastinabile di risolvere la disuguaglianza rende il dibattito sulle azioni positive in materia elettorale un elemento centrale della riflessione politica sulla democrazia paritaria.
Il ventaglio delle possibili soluzioni è ampio e la scelta non può prescindere dal sistema elettorale di riferimento, ma qualsiasi soluzione dovrebbe essere accompagnata anche da un mutamento culturale, sulla base di un processo di democratizzazione dei partiti politici e della volontà di auto vincolo e autoriforma degli stessi.
L’adozione di misure legislative ad hoc e la scelta autonoma di autoriforma dei partiti non sono antitetiche, anzi, la loro convergenza potrebbe amplificare l’efficacia dell’intervento. L’auspicio è che la questione venga assunta come una delle priorità dell’agenda politica, poiché un intervento normativo, nella condizione attuale, non è più rinviabile per realizzare una piena e matura democrazia.
Le proposte che si intendono avanzare, a nostro parere le più funzionali al raggiungimento di una effettiva
democrazia paritaria, sono in coerenza con il dettato costituzionale (artt. 3, 51 e 117 Cost.) e con la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea divenuta vincolante per gli stati con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (Art. 23), che meglio esplicitando quanto già presente nei richiamati articoli ha previsto che “la parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi….Il principio di parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici per il sesso sottorappresentato”.
Le proposte di intervento normativo, che intendono coniugare il tema della democrazia paritaria al tema
altrettanto urgente del rinnovamento della politica, si articolano in tre ambiti:
1. il sistema elettorale
2. la selezione delle candidature
3. misure di sostegno alle candidate
 
 
1. SISTEMA ELETTORALE: i meccanismi di azioni positive
Indipendentemente dal sistema elettorale di riferimento, deve essere inserita nella legge elettorale (ai diversi
livelli) una norma di garanzia per la rappresentanza equilibrata dei sessi, che risponda al principio di
rappresentanza paritaria, rafforzata dalla previsione di inammissibilità della lista nel caso di inosservanza.
Proposta:
“In ogni lista con numero di candidati pari ogni sesso deve essere rappresentato in misura pari al 50 per cento; in ogni lista con numero di candidati dispari lo scarto tra i sessi non può essere superiore a uno, a pena di inammissibilità della lista”.
Sistema proporzionale, con o senza premio di maggioranza
Qualora il sistema elettorale sia di tipo proporzionale, si considerano tre ipotesi:
a) con liste bloccate (sistema attualmente in uso per le elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della
Repubblica)
Proposta:
- Introduzione dell’alternanza obbligatoria dei due sessi (1-1 zipper system) a pena di inammissibilità della lista
- Introduzione di un meccanismo che assicuri la rappresentanza equilibrata nei capilista.
- Introduzione della previsione che, in caso di dimissioni o di decadenza, per qualsiasi motivo, di uno o più
eletti/e, debba subentrare il primo dei non eletti/e dello stesso genere dei dimissionari/e o dei decaduti/e.
b) con preferenze (sistema attualmente in uso per le elezioni del Parlamento europeo, per le regionali e
comunali, per la circoscrizione Estero)
Proposta:
- possibilità di esprimere due preferenze, con l’obbligo che la seconda sia di genere diverso dalla prima, a pena di nullità della seconda preferenza. Il riferimento è la norma contenuta nella legge elettorale della regione Campania (l.r. n.4 del 29 marzo 2009).
Nello specifico, l’art. 4 che recita: “Nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza.”.
c) con collegi uninominali e attribuzione proporzionale dei seggi (sistema attualmente in uso per le elezioni
provinciali)
Proposta:
- Previsione di collegi binominali (tutte le liste candidano in ciascun collegio un uomo e una donna). Ogni voto è attribuito al ticket uomo/donna. In tal caso dovrebbero essere ridisegnati i collegi.
Per ogni ipotesi considerata, si prevede la possibilità di presentare la candidatura in un unico
collegio/circoscrizione (divieto di candidature plurime)
Sistema maggioritario
Qualora il sistema elettorale sia di tipo maggioritario
Proposta:
- Previsione di collegi binominali (vengono candidati un uomo e una donna). Ogni voto è assegnato al ticket
uomo/donna, che in caso di vittoria del collegio sono eletti ambedue. In tal caso dovrebbero essere ridisegnati i collegi.
Nel caso di collegi uninominali, l’esperienza ha dimostrato che l’eventuale introduzione dell’obbligo di candidare il 50% di uomini e il 50% di donne, pur presentando il vantaggio di garantire numericamente la distribuzione delle candidature, è applicato in modo da penalizzare nei fatti le donne, poiché i partiti spesso scelgono di candidare gli uomini nei collegi “sicuri”, lasciando alle donne i collegi “perdenti” o “incerti”. Tale criterio deve pertanto essere accompagnato da precise garanzie di “parità” di accesso alle candidature considerate più “sicure”. Si prevede la possibilità di presentare la candidatura in un unico collegio (divieto di candidature plurime) Le suddette proposte valgono per i diversi livelli di elezioni (Comunali e Municipi o Circoscrizioni, Provinciali, Regionali, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Parlamento europeo, circoscrizione Estero)
 
2. SELEZIONE DELLE CANDIDATURE
Nel caso in cui si intendano effettuare le primarie al fine di selezionare le candidature all’interno dei partiti o delle coalizioni, occorre prevedere:
a) modalità di presentazione delle candidature
proposta:
- le candidature possono essere presentate accompagnate da un determinato n. di firme di cittadini/e e/o da
ONG, associazioni femminili, associazioni di volontariato, organizzazioni professionali dei lavoratori, dei lavoratori
autonomi, dei datori di lavoro
b) trasparenza
Proposta:
- per favorire la trasparenza e la conoscenza delle candidate e dei candidati, prevedere l’obbligo di
presentazione del curriculum vitae
c) legalità
Proposta:
- prevedere requisiti di legalità quali: no procedimenti penali pendenti per reati gravi, in particolare condanne o rinvii a giudizio per reati di mafia, terrorismo, reati gravi contro la persona, reati contro la Pubblica
Amministrazione.
d) ricambio della classe dirigente
Proposta:
- si introduce il limite di tre mandati e il principio di incompatibilità, con divieto di cumulo delle cariche
 
 
3. MISURE DI SOSTEGNO ALLE CANDIDATE
Spese elettorali
Proposta:
a) prevedere un meccanismo efficace di incentivi e disincentivi sui rimborsi elettorali a favore delle donne
b) predisporre un adeguato ed efficace sistema di controllo e sanzionatorio (audit indipendente)
Eventualmente si può prevedere una azione positiva ulteriore per il sostegno alle spese elettorali delle donne (es. voucher per la conciliazione tra impegni politici e famiglia) da proporre ai partiti politici.
Par condicio di genere
Proposta:
a) prevedere una norma di principio generale e vincolante per la parità uomo-donna nell’accesso ai mezzi di
informazione
b) prevedere adeguate forme di controllo dell’Authority per le Garanzie nelle Comunicazioni e sanzioni efficaci che possono giungere alla sospensione della presenza del partito, della lista o della coalizione negli spazi di informazione elettorale nel caso di infrazione alla norma.
Ultimo aggiornamento ( lunedì 20 dicembre 2010 )
 
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