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Una manifestazione diversa PDF Stampa E-mail
Scritto da Irene Giacobbe   
lunedì 14 febbraio 2011

ImageDisseminata lungo tutta l’estensione dell’Italia, in 230 differenti città, partecipata da donne diverse per età e ceto, non divise dalle passioni politiche ma unite dalla comune appartenenza di genere, voluta e costruita da donne per le donne e per gli uomini...Una manifestazione globale, tenuta insieme dall’invisibile rete si è svolta contemporaneamente in 30 paesi diversi .Una manifestazione di donne che rivendicano per se stesse una politica basata sul rispetto, sull’autorispetto, sulla partecipazione, sul desiderio di avere un ruolo e risposte almeno pari all’impegno profuso quotidianamente in tutti i campi..

Nata sull’onda dell’indignazione e dello sgomento per le vicende dell’Uomo di Arcore, portate alla luce dalle sue frequentazioni e dai discorsi - quelli si senza alcun rispetto - della sua rete di amicizie, e per il mercato dei corpi di giovani donne che veniva alla ribalta, si è man mano evoluta e arricchita di contenuti con il contributo di pensiero e riflessione di tante e differenti menti pensanti. Da questa moltitudine che ieri ha mostrato la sua faccia , è venuta la richiesta di “un'Italia diversa” di una politica diversa”.
Un'opposizione determinata, tesa a modificare questo modo di governare da parte di un ceto politico maschile nel quale i tanti uomini intervenuti non si riconoscono affatto .
Cambiare la qualità dei rapporti tra Donne e Uomini, non andare contro le scelte di altre donne , ma rigettare la doppia morale e la divisione maschista tra "donne per bene" e donne "per male" rimettendo in discussione i rapporti tra donne e uomini che il modello berlusconiano evidenzia : un modello di rapporti e di comportamenti volgari e umilianti, il moralismo delle leggi contro la prostituzione di strada e l’apertura di carriere anche politiche per le prostitute in villa.
Il disprezzo per le scelte sessuali di transessuali, lesbiche e gay, e la trasformazione di un sentire differente in offesa o spettacolo volgare privato.
Rimettere al centro le scelte e i diritti, la vita delle donne, e ciò che serve perché sia piena di promesse e di speranze.
Chiarire che fare sesso a pagamento, chiamandolo " fare l’amore", o libertà sessuale non cambia la natura di uno scambio mercenario.
Contro quello strizzare l'occhiolino agli uomini dicendo “vedi, se ho soldi e potere posso permettermi tutto , posso comprarmi tutto e tutte”. L’uso del potere e del denaro come esorcismo, per "proteggersi" dalla libertà delle donne , dal loro modo di ragionare, desiderare, amare. Il potere e il denaro usati per “rimettere le donne al loro posto” controllate, pagate, ricompensate secondo il capriccio del potere, saldamente in mano al maschio.
Una manifestazione che è un buon inizio, per dire Basta! riprendere in mano la propria vita, e cambiare.
Perché “le donne con le donne , POSSONO”.
Roma . 14 febbraio -Irene Giacobbe

">Vedi il video di Piazza del Popolo delle donne

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Ultimo aggiornamento ( martedì 15 febbraio 2011 )
 
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