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La Siria contro le donne PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
martedì 02 luglio 2013

ImageDONNE & DIRITTI UMANI - In Siria le donne non hanno diritti. Né protezione. Sopratutto se attiviste dei diritti umani, o anche semplicemente familiari di attivisti, o loro vicine di casa. La sola Human Rights Watch ha intervistato ben 10 donne che riferiscono di essere state arrestate, torturate e violentate dalle forze armate e da appartenenti alle forze pro-governative conosciute col nome di shabiha. Le donne in questione avevano partecipato a manifestazioni pacifiche, prestato cure mediche a persone ferite nel corso degli scontri, assistito i propri connazionali in fuga. Sorte che pare essere stata risparmiata però alle donne sostenitrici del governo o vicine a suoi sostenitori. Si ripropone dunque lo scenario, la tattica, dello stupro di guerra.

Alcune donne sono state trattenute ed hanno subito violenze per più di 14 mesi, a partire da febbraio 2012 e sino ad aprile 2013. Per alcune le accuse sono state di terrorismo o attività terroristiche, con processi barzelletta e rinvii ad hoc per allungare il periodo di detenzione. Il centro di documentazione sulle violenze in Siria stima che il governo  abbia trattenuto più di 5.400 donne, da marzo 2011 ad aprile 2013, e stima che ben 733 donne e 34 minorenni siano ancora trattenute nelle varie strutture detentive governative. Secondo le stime della rete per i diritti umanitari in Siria (SNHR) ben 24 donne, nel periodo in esame, sono state torturate a morte. Liesl Gerntholtz, responsabile di HRW afferma che “torture ed aggressioni contro le donne attiviste vanno ormai avanti da due anni in Siria, mentre le autorità continuano a voltare l’ sguardo altrove. Il governo siriano deve immediatamente porre fine a tali abusi approntando le misure necessarie per proteggere le attiviste. Mentre coloro che hanno commessi tali crimini devono pagare per le proprie azioni”. (Fonte HRW)

Ultimo aggiornamento ( martedì 02 luglio 2013 )
 
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