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Susan Galloway , Linda Stephens e i diritti violati PDF Stampa E-mail
Scritto da Irene giacobbe   
luned́ 11 novembre 2013

ImageRoma, 10 Nov.2013 - Sono due cittadine americane, abitano a Greece, una piccola città di 14.000 persone a nord dello Stato di New York.

Dieci anni fa hanno iniziato la loro battaglia legale contro il consiglio comunale che apriva e chiudeva le riunioni consiliari con il canto dell’inno “God Bless America”e la benedizione di un pastore cristiano . La canzone patriottica scritta da un amato musicista americano, Irving Berlin, durante la prima guerra mondiale e successivamente riadattata nella seconda, si è trasformata nel corso degli anni in una specie di “secondo inno nazionale”. Ma Susan e Linda …
 

Susan e Linda la prima di religione ebraica, la seconda atea, ritengono che quella canzone ,e la benedizione, nelle aule pubbliche, violi un principio della Costituzione Americana, la separazione tra stato e chiesa, che vieta , ad ogni organismo legislativo, di fare norme che privilegino o stabiliscano culti.

Il primo emendamento della Costituzione americana proibisce la creazione di una religione di stato ed il principio della separazione fra stato e chiesa è stato di norma rispettato.
La questione è ora all’attenzione della Corte Suprema, tre donne e sei uomini, chiamati a considerare e giudicare quello che è ormai diventato abitudine e consuetudine quasi ovunque. Riusciranno a difendere i diritti di quella minoranza di donne e uomini, atei, buddisti, seguaci di altre religioni, cittadine e cittadini americani che nelle aule scolastiche, sui campi da baseball, nelle aule comunali si trovano a restare seduti imbarazzati e a bocca chiusa all’inizio del canto patriottico-religioso? La questione, riveste un certo interesse per tutti quei paesi che nelle rispettive costituzioni affermano eguali principi ma nei fatti li disattendono. In Italia ha riaperto il dibattito sull’insegnamento della religione nelle scuole, sulle condizioni nelle quali si trovano gli studenti di altre religioni che non intendono partecipare all’insegnamento della religione cattolica. Non si vedono però all’orizzonte iniziative di impatto pubblico
Ultimo aggiornamento ( luned́ 11 novembre 2013 )
 
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