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KODO: la magnificenza dei tamburi di Sado PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
domenica 02 febbraio 2014

ImageL’Accademia di Santa Cecilia non ha mai proposto uno spettacolo che abbia deluso. Ed anche KODO, la compagnia di performers giapponesi che fa conoscere al mondo la tradizione dei tamburi di Sado può annoverarsi tra le sue migliori proposte. Quattorfici elementi, dodici uomini e due donne, a volte tutti contemporaneamente in scena, danno vita ad uno spettacolo delicato, elegante, e tanto intenso ed incessante da risultare magnifico. Le proposte musicali (3 temi nel primo tempo e 4 nel secondo), si succedono l’una via l’altra, passandosi il testimone del ritmo, in una continuità fatta di suspence, energie, armonie, meraviglia. Uno spettacolo che non avete mai visto e, sopratutto, suoni che non avete mai percepito. Gli occhi sanno di avere davanti uno spettacolo di persone e percussioni, ma le orecchie raccontano alla mente universi nuovi ed inesplorati. La presentazione del Direttore Artistico, Tsunesaburo Bando spiaga: si tratta di un omaggio alla storia di Kodo, con l'aggiunta di "luce e leggerezza". Un insieme di vari “elementi armonizzati in un unico flusso che percorre tutto il programma“.

Chi vive questa performance da spettatore arriva a percepire, attraverso il linguaggio universale della bellezza, l’armonia e la diversità della natura giapponese, cogliendo il messaggio di questa compagnia che porta in scena radici culturali e stili di vita non più attuali, ma tenuti in vita dai fondaori di Kodo, il “nuovo cenacolo per le arti“ fondato negli anni sessanta in un luogo, Sado, che sin dal medioevo fu zona di confino per gli esuli e gli intellettuali che si opponevano al sistema (tra i più noti al pubblico occidentale, Nichiren Daishonin, fondatore dell’omonima scuola buddista - Ndr). La scelta dei costumi, a volte sorprendenti perchè tradizionali, altre volte sorprendenti perchè evidentemente reintepretati, per lo meno nella scelta delle cromie, colori e tessuti metallici dall'effetto singolare del tipo carta da cioccolatino che  ad un primo sguardo sembrano stridere con un ritmo ed una proposta classica certamente testimonianza d’altri tempi, non riesce a distrarre dal messaggio quasi ancestrale di questa musica, fondendosi come una scheggia di luce al suo interno, in una sorta di trait-d’union, necessario per conuigare tradizione del passato e sguardo al futuro in uno spettacolo capace di rendere il momento presente assolutamente indimenticabile e straordinario.

Ultimo aggiornamento ( sabato 01 febbraio 2014 )
 
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