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Viaggio tra detenute e detenuti delle carceri Romane PDF Stampa E-mail
Scritto da I.Giacobbe   
domenica 11 maggio 2014

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Edda Billi
Roma- 9 maggio 2014 – Prosegue il viaggio tra le detenute e i detenuti delle carceri Romane, tra persone che stanno scontando in carcere il prezzo dei reati commessi, persone giudicate colpevoli, rinchiuse e in attesa di riprendere la vita futura nelle loro mani . Un progetto di conferenze e dialoghi multipli a partire da un docufilm e dal racconto in prima persona di Laura Annibali cineasta, presidente del Gayproject. Sul secondo incontro riceviamo e volentieri pubblichiamo il commento di Edda Billi, femminista e protagonista dialogante.

UN'ESPERIENZA MOLTO OSE di Edda Billi

Dopo i cancelli del carcere femminile di Rebibbia si sono aperti quelli del carcere maschile. E stato grazie a un uomo come Angiolo Mrroni , garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio e alla lungimiranza , devvero eccezionale, del direttore Stefano Ricca e della funzionaria Antonella Grella se ciò è potuto acc...

....E' stato grazie ad un uomo come Angiolo Marroni, garante dei diritti dei detenuti della regione Lazio e alla lungimiranza, davvero eccezionale, del direttore Stefano Ricca e della funzionaria Antonella Grella se ciò è potuto accadere.

Quello di portare il docufilm di Laura Annibali, presidente del Gayproject, "L'altra altra metà del cielo" il cui tema, l'omofobia, non è proprio ciò che sceglierebbero gli integerrimi integralisti che tanta parte hanno nel dibattito attuale!
L'incontro e mi tremava un po’ il cuore, devo ammetterlo, è stato invece coinvolgente e profondo.
Occhi e mani che si offrivano al dialogo, domande intelligenti e pacate, fatte da un mondo di "esclusi" che invece è stato presente, attento e vigile.
Per me, femminista e fino a poco tempo fa decisamente separatista, è stata un'esperienza ai limiti della mia storia.
Ma poi penso a ciò che sta accadendo intorno a noi, in questo nostro Paese che vede troppi signori del potere rubarci denaro e futuro e quasi mi conforta il ricordo dei loro visi protesi, delle loro domande "pulite" e so di avere vissuto una giornata vincente.
 
Edda Billi
della Casa Internazionale delle Donne di Roma
Ultimo aggiornamento ( martedì 30 giugno 2020 )
 
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