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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
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Prostituzione tratta e sfruttamento dilagano in Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
martedì 26 agosto 2014

ImageROMA - Sembrano consolidarsi nel nostro paese la tratta e lo sfruttamento dei minori a scopo sessuale, come anche per accattonaggio, attività illegali e lavoro. “Le principali forme di sfruttamento sono: sessuale (62 %), lavoro forzato (25 %), altre forme di sfruttamento (14%) come accattonaggio forzato, attività illegali, vendita di minori,prelievo di organi […] Le minori vittime di sfruttamento sessuale, sono prevalentemente adolescenti di 16-17 anni”. Questi sono alcuni  dei punti che si leggono in apertura del dossier 2014 di  Save The Children intitolato quest’anno “Piccoli schiavi invisibili - I volti della tratta e dello sfruttamento”. Storie dunque, non statistiche, e vite per le quali la schiavitù oggi è ancora una realtà concreta. Carlotta Bellini, responsabile protezione minori di Save The Children in intervista a l’Espresso di questa settimana, dichiara segnala che vi sono casi di tratta, di ragazze che di ragazzi,  allo specifico  scopo di sfruttamento per la prostituzione: «minori intercettati nei loro paesi e spostati per essere sfruttati in Italia». Altro reato ai danni delle minori sfruttate nella prostituzione è quello della somministrazione di droghe «per far sì che abbiano un atteggiamento di maggiore rilassatezza».

Sul lato della prevenzione al nostro paese manca il promesso “Piano nazionale d'azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani”. Doveva essere adottato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della disposizione, ma considerando che il decreto è entrato in vigore il 4 marzo di quest’anno già siamo in ritardo di oltre due mesi. Ritardo del quale, segnala l’Espresso in un articolo, deve rendere conto anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi dato che il Piano diventerà operativo «previa delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell'interno nell'ambito delle rispettive competenze. Senza dimenticare - come L’Espresso ha già rilevato per un’altra questione delicata come il femminicidio - che Renzi ha tenuto per sé la delega alle Pari Opportunità, cosa che contribuisce a rallentare l’iter e a frenare i ruoli operativi dello stesso Dipartimento».

 
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