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L'indignato Michele Ainis PDF Stampa E-mail
Scritto da Irene Giacobbe   
domenica 23 novembre 2014
ImageNon ne può più di candidature Rosa” il professor Michele Ainis - giurista - le considera “offensive per il genere femminile"
(articolo su L'Espresso n.47 del 21/11/2014)
Quindi il professore si chiede “un capo e una capa dello Stato? domanda oziosa di questi tempi, è obbligatoria la papessa.” Da questo Governo Renzi, dopo aver nominato 8 ministre su 16 e ben 4 donne ai vertici delle più grandi società partecipate, cosa ci si può attendere? serve la gonnella e la quota rosa .
Poiché nell' italiano degli stereotipi e pregiudizi al “rosa" per le femminucce corrisponde il celeste per i maschietti come ancora ci insegnano a scuola, e se non ti piace una allora ti piace l’altra, chiediamo: a lui piacciono solo quelle “celesti” di quote? Allora guardiamo dentro queste "quote celesti”. Vogliamo cominciare dal Parlamento? E dal Governo della XVI Legislatura?
Quali maschietti abbiamo avuto come ministri e come sottosegretari di stato, quali competenze hanno messo in campo, di quale “bravura in pantaloni” ci stiamo occupando? E di quale merito "non offensivo per il genere maschile"?

Con un professore per interlocutore... partiamo dall’Istruzione : GIUSEPPE PIZZA sottosegretario con Mariastella Gelmini, quelli che credevano nel tunnel "scavato" sotto il GranSasso fino a Ginevra? Il più lungo del mondo? Al quale il ministero aveva pure contribuito con uno stanziamento? Ci ride ancora dietro tutto il mondo!

La quota celeste del Ministro SCAIOLA ? Quello che ha tolto la protezione al professore Marco Biagi poi ucciso dalle BR, e lo ha pure definito dopo la sua uccisione un “rompico******”, quello che "gli avevano comprato una casa a sua insaputa”?
Oppure BARTOLOMEO GIACHINO sottosegretario di Stato con Altero Matteoli alle infrastrutture e trasporti? Non eletto ma nominato, “Mino” Giachino, carico di interessi privati e personali proprio nel settore trasporti e infrastrutture;
Oppure GUIDO BERTOLASO, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio "per l’emergenza rifiuti in Campania", anche lui quota “celeste” di Governo, abbiamo visto la “capacità” che ha messo in campo in Campania, e abbiamo letto come amasse farsi “massaggiare" in un istituto, costruito fuori ogni norma in area golenale del Tevere, oppure “l ’ottimo" risultato da lui raggiunto negli interventi a l’Aquila, e ancora in Sardegna i lavori per il G8, ma lui SI era quota “celeste", IN DI SPEN SA BI LE .
Capisco che non è da tutti ricordare certi avvenimenti prima di fare affermazioni generiche, ma forse è bene ricordare al professor AINIS che le donne nell’insegnamento DI BASE sono ancora oggi tante, perché fin dal 1861 data dell’unità d’Italia , guadagnavano un terzo di quanto guadagnavano gli uomini; che in fabbrica erano considerate “mezze Forze, e quindi ad eguale lavoro percepivano metà salario. e che sono entrate in magistratura nel 1963 perché una donna ha fatto ricorso contro la norma fascista perdurante che malgrado l’art. 3 della Costituzione ancora le escludeva .
Oggi ,ci dice il professore, sono in maggioranza in magistratura, perché, aggiungiamo noi, pur essendo partite con così tanto ritardo, il concorso in magistratura garantisce l’ANONIMATO”. chi è più bravo/ brava passa , e, come disse il sottosegretario Viespoli nel corso di un convegno “Purtroppo, dalla calligrafia non si capisce il sesso” .
Certamente nessun uomo ci ha regalato niente. Il Parlamento era composto da uomini, le leggi le facevano gli uomini. la storia la scrivevano gli uomini, perfino studiare, costava alle donne più che agli uomini.
Non credo che il Professor Ainis, pur avendo l’età giusta, abbia mai partecipato alla battaglia per il nuovo diritto di famiglia, per il riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio, perché lo stupro venisse considerato reato contro la persona e non contro la morale( 1996) perchè le donne potessero avere accesso a tutte le professioni e carriere nella pubblica amministrazione (1963) . per non essere discriminate sul lavoro,(1977) per avere una paga uguale per un lavoro uguale.
Non gliene faccio una colpa: NOI lo abbiamo fatto, il femminismo lo ha fatto, lo hanno fatto le donne.
Guardiamo il mondo con i nostri occhi, vediamo ciò che non va bene per TUTTE e TUTTI e proponiamo i cambiamenti utili. Perché un mondo di Donne e Uomini, dove le regole per tutte e tutti li stabilisce soltanto UN genere non va bene.
Le regole scriviamole insieme, il mondo curiamolo insieme, i figli cresciamoli insieme, le discriminazioni denunciamole insieme, la violenza combattiamola insieme.
Per far questo, per far comprendere anche questo, bisogna essere nei luoghi in cui si prendono le decisioni.
Capisco che ogni donna in più in posizione di potere significa un uomo in meno, e questo non piace a nessun uomo, ma per favore. chiamiamola DEMOCRAZIA PARITARIA perché le “ quote celesti “ del 90% contrapposte alle quote rosa hanno fatto il loro tempo.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 24 novembre 2014 )
 
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