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1 dicembre: giornata mondiale di lotta all'AIDS PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
lunedì 01 dicembre 2014

ImageAlla fine degli anni ’80 l’attenzione sul virus dell'HIV era altissima: l’AIDS nella maggior parte dei casi non lasciava scampo e chi lo contraeva conosceva anche lo stigma dell’isolamento sociale. Facendo il punto a distanza di 25 anni dalla prima campagna di sensibilizzazione di Pubblicità Progresso che andò in TV con il riuscitissimo refrain “se lo conosci lo eviti” le rilevazioni dell'European Center for Diseaes Control and Prevention (Ecdc) e dell'Oms Europa, presentate nella capitale in occasione della Giornata mondiale dell'Aids, che ogni anno cade il 1° dicembre, segnalano che il contagio non regredisce, e che purtroppo le nuove generazioni poco o per nulla conoscono questo pericolo, ed addirittura hanno convinzioni stereotipate su “categorie” di persone immuni dal contagio. Causa anche del primo comportamento a rischio: oggi l’80% dei casi è dovuto a RAPPORTI NON PROTETTI. Di tale disattenzione si trova conferma anche in un articolo su Repubblica.it che lo scorso mese aveva approfondito la questione. «Errori dovuti a carenza di informazione, la cui responsabilità - ha detto Rosaria Iardino, presidente onorario di Network Persone Sieropositive Italia - è da ricondurre alle istituzioni e alla politica. Da anni infatti non si sente più parlare di Hiv: a risentirne sono gli adolescenti, che si apprestano alle prime esperienze sessuali, e i giovani adulti eterosessuali che rappresentano oggi la popolazione a maggiore rischio di contrarre l'infezione». Spiega la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin: "In Italia al momento ci sono 95mila persone in terapia, dal 1982 a oggi abbiamo avuto 65mila casi segnalati, di cui 42mila morti. […]. I nuovi casi del 2013 sono 1016, ma le nuove diagnosi sono 3608". "L'84% delle diagnosi è dovuta a rapporti non protetti, e mi preoccupa la recrudescenza tra i giovani. Ci attiveremo con una serie di campagne sulle infezioni sessualmente trasmissibili. Dobbiamo tenere alta la guardia sull'Aids, sull'epatite, sulla sifilide e sulle altre malattie".

Ultimo aggiornamento ( lunedì 01 dicembre 2014 )
 
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