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Una Legge elettorale che ci piace PDF Stampa E-mail
Scritto da Irene Giacobbe   
mercoledì 28 gennaio 2015

ImageDopo otto anni sembra infine arrivata al capolinea la brutta legge elettorale a firma Berlusconi-Calderoli detta comunemente Porcellum e bocciata con grande ritardo dalla Consulta.

Finalmente una nuova legge elettorale - ed è trascorso meno di un anno dall’insediamento del Governo guidato da Matteo Renzi. Un Esecutivo composto per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana in maniera paritaria, 8 ministre e 8 ministri (6 a 9 oggi dopo le dimissioni della ministra Lanzetta e il passaggio della ministra Mogherini al vertice della politica estera dell’Unione Europea). La legge è fortemente innovativa ed ha recepito le richieste di democrazia paritaria che il movimento delle donne ha avanzato in maniera unitaria in tutti questi anni. Qui di seguito il comunicato stampa dell’Accordo Di Azione Comune

ACCORDO DI AZIONE COMUNE PER LA DEMOCRAZIA PARITARIA
L’Assemblea del Senato ha proseguito l’esame del ddl n.
1385 e connesso, recante disposizioni in materia di elezione della Camera
dei Deputati e ha adottato lunedì 26 gennaio l’emendamento 1.7001/166 a
firma delle Senatrici di tutti i gruppi (testo originario a prima firma
Fedeli, Cirinnà) proposto dalla Presidente Finocchiaro sulla rappresen- tanza di genere, che prevede innanzitutto la doppia preferenza di genere, ma anche la percentuale minima del quaranta per cento del sesso
meno rappresentato nelle capolisture in ciascuna delle venti circoscrizioni (che raggruppano i cento collegi).
 

Si tratta, come ha dichiarato la senatrice Monica Cirinnà, di “un grande passo avanti per il quale, in tante e in modo trasversale, ci siamo impegnate da tempo”*
L’ ACCORDO di AZIONE COMUNE apprezza il risultato ottenuto ed esprime
plauso per l'azione svolta dalle senatrici.
L'Accordo osserva tuttavia che, purtroppo, si rimane ancora dentro la
logica delle cosiddette “quote” e si rammarica che non si sia ancora
riuscite a inserire nella legge un vero principio di parità di genere: il
50% per cento di ciascun genere nelle candidature e nelle capolisture. Sollecita che il criterio di riequilibrio della presenza paritaria dei due sessi venga esplicitamente previsto anche nell’assegnazione dell’eventuale premio di maggioranza.
*L'Accordo* rinnova inoltre la richiesta che si ponga mano alla
attuazione dell'articolo 49 della Costituzione.
 
Roma – 27 gennaio 2015
Ultimo aggiornamento ( venerdì 30 gennaio 2015 )
 
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