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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
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Turchia e la democrazia tradita PDF Stampa E-mail
Scritto da EP   
mercoledì 20 luglio 2016

ImageQuanto successo in Turchia svela, nei giorni del dopo golpe, il lato oscuro che possiede il potere quando avversa l’ordine costituito. Un potere che attacca la propria stessa democrazia. Sembrano sparite dal paese le voci e le figure dei laici, dei democratici, dei liberali. Sparite le donne, forse le voci liberali più coraggiose in quanto donne, minacciate ora dell’imposizione forzata del velo, di prossima attuazione nell’agenda di certi nostalgici reazionari. Altro che scelta d’identità religiosa! Lo spauracchio della reintroduzione della pena di morte, poi, insieme a liste e numeri, evidenziano la scelta della vendetta nella reazione di Erdogan, che sembra voler percorrere la strada del totalitarismo e della repressione. I numeri parlano da soli, e dicono che i diritti (quelli rimasti) sono irrimediabilmente calpestati, ma non solo nell’emergenza: morte almeno 208 persone, eseguiti quasi 8.000 arresti di "complottisti", molti coloro che sono stati posti in detenzione preventiva; 7.000 poliziotti sospesi, 2.700 giudici e procuratori rimossi.  Colpiti i canali dell’istruzione ed ulteriormente quelli dell’informazione: sospesi 15.200 dipendenti pubblici, tolta la licenza a 21.000 insegnanti di istituti privati, tutti i rettori e i presidi universitari rischiano il posto. Chiuse 24 tra radio e tv. Ad oggi sono 50.000 le persone rimose dal proprio incarico. Come vivranno? Cosa faranno? E come funzioneranno tutte le istituzioni e le strutture così svuotate? Amnesty International e gli osservatori internazionali confermano la gravità della situazione, se questa non fosse già stata abbastanza evidente, mentre all’orizzonte sembra profilarsi la tempesta di una guerra civile. Il pericolo maximo che si pensava scampato col fallimento del golpe, incombe ancora sulla Turchia, che si ritrova con le proprie istituzioni e le proprie certezze messe a soqquadro da chi, sino a qualche giorno prima, ne era il garante. Erdogan ha gettato la maschera? Si appresta a fare lo stesso con la Costituzione? I giorni a venire lo sveleranno. Ma lo scenario peggiore, al momento sembra anche quello più probabile.

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