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Ancora una pubblicità volgare PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
lunedì 26 marzo 2007

A Teramo Barbie e Ken fanno sesso in discoteca. L’idea di siffatta trovata pubblicitaria su volantino, porta la firma dei gestori del locale-discoteca UltraViolet. Una pubblicità più che discutibile, con protagonisti i famosissimi giocattoli della Mattel. Un Ken senza pantaloni e senza mutande che riceve le “attenzioni” di una Barbie in miniabito e inginocchiata, sono le immagini che hanno suscitato le ire della città.

A parte il legittimo anatema della Mattel che non avendo gradito la pubblicità spazzatura pare pronta ad adire le vie legali, viene da domandarsi come certe alzate d’ingegno possano trovare applicazione nella realtà!

La notizia è stata diffusa dal giornale locale Il Centro, e la Collega Antonella Formisani che ha seguito il caso, racconta di come gli autori sembrerebbero non essersi resi conto delle implicazioni e della potenza di un messaggio così confezionato. Resta comunque da capire quale criterio e quale fine siano stati ad animare una scelta del genere. E se, almeno per il criterio, ve ne sia stato davvero qualcuno.

Una locandina fatta senza pensare? Un peccato di leggerezza? Una goliardata tutta al maschile? Fatto sta che il volantino, pensato per pubblicizzare una serata in discoteca, è stato distribuito in giro, tra bar e luoghi vicini alle scuole, causando una doverosa levata di scudi da parte di genitori indignati. L’uso di Barbie e Ken ha fatto poi soffermare i ragazzi su di un messaggio che altrimenti -come spesso accade- sarebbe potuto passare totalmente o quasi inosservato.

La questione del volantino e della tanto esplicita -quanto ridicola- fellatio tra bambolotti, aprono vari scenari: da una parte l’uso dell’immagine della donna volutamente degradante e volgare, dall’altra una provocazione che a qualcuno appare in odore di molestie a minori.

Dalla redazione de Il Centro giunge la conferma di un interessamento del Moige (Movimento italiano dei genitori) per un esposto al Garante della pubblicità, mentre i ragazzi delle scuole non sembrano essersi lasciati sfuggire l’occasione per canzonare le compagne e le coetanee.

Un fatto grave di abuso dell'immagine femminile, una ennesima strumentalizzazione di cui non saranno troppo contenti alla Mattel, anche in considerazione del fatto che ogni anno la compagnia promuove il talento artistico dei più piccini attraverso operazioni con Barbie come testimonial, in quanto gioco educativo in grado di stimolare l’immaginazione e la creatività.

Nel filone della volgarità aggressiva non bastavano Dolce&Gabbana e la loro pubblicità con “stupro simulato”; adesso abbiamo anche giocattoli coinvolti in immagini di sesso orale! Quanto a graziosità e bon-ton in ufficio ci ha gia pensato "D di Repubblica" con un servizio di due settimane fa sulla “donna cagnolino” che a quattro zampe consegna con la bocca una lettera al capo.

Per quanto riguarda Mattel, la società si dichiara “assolutamente estranea alla vicenda”, ricordando che “l’uso di prodotti Mattel non è stato da loro autorizzato e che l’azienda, anzi, depreca fermamente riservandosi ogni iniziativa”.

Lungi dal voler fare moralismi, peraltro inutili, sempre più si rende evidente la necessità di fare qualcosa che incida su questo dilagare di violenza, sopraffazione e volgarità.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 26 marzo 2007 )
 
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