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L'intervento di Paolo Gentiloni, Ministro delle Comunicazioni PDF Stampa E-mail
Scritto da ep   
martedì 27 marzo 2007

Nonostante alla RAI sia stato fatto un contratto di servizio in cui si prevede la tutela di una serie di soggetti come donne e minori, ancora «non è entrato in vigore perché, dopo aver avuto il parere della Commissione Parlamentare di Vigilanza, ha bisogno di una approvazione definitiva».

 


 

L’eccesso di affollamento pubblicitario effettivamente è un problema da tanti punti di vista, per un dato generale che identifica solo nella fascia oraria dalle 13 alle 18 (nel 2006) più di 4milioni 200mila secondi di pubblicità, pari a 97 spot ogni ora.

Il problema, più in generale attiene «a media e minori, televisione e minori, il web e minori con insidie che, almeno sui grandi modelli culturali non vengono, prevalentemente dalla pubblicità».

Tutti i paesi sentono una «assoluta necessità di norme, di regole di riferimento» perché i bambini guardano la televisione a tutte le ore ed i 10 programmi più visti dai minori dai 4 ai 12 anni sono tutti in prima serata e nessuno in fascia protetta. Poi c’è internet dove le tutele sono minori e meno sperimentate di quelle per la televisione.

Servono allora delle «norme di principio» per l’estensione della tutela dei minori anche ai mezzi non televisivi e passi in più nella protezione delle fasce protette, con una normativa che deve evolvere a tutela integrata su tutto il sistema informazione.

Non è realistico in assoluto -precisa il Ministro- eliminare l’utilizzo dell’immagine dei bambini in pubblicità, si deve perciò puntare su strumenti come i codici di autodisciplina per mostrare una fortissima attenzione alle pubblicità in cui compaiano dei minori.

Ultimo aggiornamento ( sabato 31 marzo 2007 )
 
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