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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
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Violenza e femminicidio: l'importanza di chiamare le cose col proprio nome PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
venerdì 28 luglio 2017

Image«FEMMINICIDIO: In un femminicidio c’è un uomo che uccide ed una donna che viene uccisa. Si definisce femminicidio l’uccisione di una donna in quanto donna ad opera di un uomo in quanto uomo. Il femminicidio si differenzia da altri tipi di uccisione per il movente, che consiste quasi esclusivamente nell’idea di possesso che l’uomo ha nei confronti della donna, al punto di poterne disporre la morte. Imparare a chiamare le cose con il proprio nome è il primo indispensabile passo per cominciare a riconoscerle, individuarle  e dunque ad osservarle e considerarle per quello che sono. Solo così è possibile cercare di capire e trovare soluzioni.» Il sito INQUANTODONNA.IT seppure incompleto, è un osservatorio, un luogo virtuale, ma di memoria reale, dal quale «osservare il fenomeno del femminicidio in Italia per come questo viene raccontato dagli organi di informazione.» Raccoglie le storie di violenza riportate da altri siti tramite i relativi link e serve soprattutto «a ricordare, a non dimenticare, a capire non solo di quali numeri stiamo parlando, ma anche e soprattutto di chi stiamo parlando.» Perché nel sito sono presenti i volti e le identità delle vittime, e quelli degli assassini che spesso, troppo spesso, vivono percorsi di pena troppo brevi o molto scontati. «Dopo esservi sorpresi, angosciati, indignati o turbati davanti ai volti e leggendo i racconti, c’è qualcosa che potete fare. […] Leggete la storia di Emiliana Femiano, quella di Anna Rosa Fontana, quella di Deborah Rizzato. Se ci fosse stato un movimento collettivo a contrastare la scarcerazione dei loro carnefici, quelle tre foto ora non sarebbero sul muro

 
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