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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
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ITALIA: si uccide di meno, ma si uccidono più donne PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
lunedì 19 marzo 2018

Image FEMMINICIDIO - Ogni giorno le cronache del femminicidio consegnano inesorabilmente nomi, dati, storie, di donne uccise da uomini che odiano le donne “Nel nostro paese diminuiscono gli omicidi ma non quelli contro le donne in ambito familiare o di relazione affettiva”. E’ questo il dato allarmante, già noto agli addetti ai lavori, ed ora cristallizzato anche nei numeri della ricerca “Gli italiani e la violenza assistita: questa sconosciuta”, presentata a novembre in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, da WeWorld Onlus. Il maltrattamento in famiglia riguarda le donne nell’80% dei casi e sono proprio i partner attuali o exchecommettono le violenze più gravi.

Immacolata Villani, 31 anni, è stata uccisa il 19 marzo mentre accompagnava la figlia a scuola. Suicida il marito. (Napoli). Laura Petrolito, 20 anni, è stata uccisa dal compagno Paolo Cugno che ha confessato (Sicilia). Non se ne può più della violenza contro le donne! Rasenta quasi l'incomprensibile l'odio possessivo che certi uomini arrivano a nutrire per le loro compage o ex. Un odio che la società dovrebbe smettere di limitarsi a fronteggiare 'mettendoci una pezza' come alle buche di Roma, solo assistendo chi non muore ammazzata nei percorsi di denuncia e recupero. Serve un cambiamento radicale. Prima di tutto culturale. Nei comportamenti, nei linguaggi, negli esempi. Cercando di eliminaregli stereotipi di genere che per pigrizia mentale troppo spesso tutte/i alimentiamo. Dobbiamo riformarci a partire dai comportamenti quotidiani, cercando di incidere profondamente sull'educazione dei figli. Femmine e maschi. Bisognerebbe ricordarsi sempre, poi, di portare con sé una determinazione alla non violenza da far diventare cultura. Contro il femminicidio non basta più dichiarare una presa di distanze: bisogna agire, a partire da un personale disarmo interiore. Per poter smettere di contare le vittime e di andare a funerali di donne e bambine. Per smettere di twittare ipocritamente sui social mielose frasi prive d’impegno personale. Per avviare la rivoluzione culturale necessaria al nostro Paese, possibilmente da far diventare virale!

Ultimo aggiornamento ( martedì 20 marzo 2018 )
 
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