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#VINO - Cultura del vino: parlano tre produttrici PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
venerdì 03 gennaio 2020

ImageCULTURA DEL VINO - Ne sentiamo spesso ragionare e ci piace. Nel tempo, molti, molte, hanno scritto e parlato di vino con vivo trasporto. Raccontando quasi da un luogo interiore quando l’emozione dell’incontro si faceva intensa e personale. Poesia, letteratura e vita vissuta spesso arrivano alla stessa conclusione: il vino ad ogni sorso ricorda la propria terra, racconta la gente che lo ha pensato e realizzato e disegna la mappa del proprio mondo. Tuttavia per comprenderlo serve sempre qualche nuova risposta. Cosa sono allora il vino e la Cultura del vino per chi lo realizza? Lo abbiamo chiesto ad alcune produttrici, mesi fa, aspettando Vinitaly. Ecco cosa hanno risposto.

@MONICA CIRINNÀ (CapalBIOfattoria, Toscana) - Per te, la cultura del vino cos’è? “Per me il vino è solidarietà. Per me il vino è comunità. Per me il vino è aprire la porta di casa ed accogliere una persona dando qualcosa che sa e che parla di te. La cultura del vino è una cultura di accoglienza, di rispetto per le diversità, una cultura di integrazione. Del resto quando giro l’Italia assaggio vini diversi ed è nella grande cultura del vino e delle diversità italiane che noi abbiamo l’orgoglio di essere il Paese che siamo. È importante contaminarsi, non ritenere di avere la verità in tasca, saper ascoltare. In fondo, quando assapori un bicchiere di vino e come se ascoltassi quella terra e la sua gente”.

@SILVIA BRANNETTI (Riserva della Cascina, Lazio) - Nella vostra azienda, Cultura e Filosofia del vino, come si esprimono, come si declinano?La nostra Filosofia del vino è di lavorare in armonia con le piante e il terreno, per questo utilizziamo il metodo biologico. Fare il vino, cioè trasformare un frutto nella bevanda più buona che ci sia è un lavoro che richiede etica, rispetto e umiltà”.

@ANNA LISA NADA (Piemonte) - Quanto del tuo carattere di donna del vino si riconosce nei prodotti che proponi o li influenza? “I nostri vini sono complessi e pieni di eleganza. Vini che si aprono lentamente all’olfatto. C’è molto della mia passione per l’arte nella loro essenza. Un po’ impressionisti e un po’ futuristi. Fotografano appieno la realtà delle Langhe ma guardano al futuro, sono scattanti e dinamici. Nello stesso tempo sinceri ed esuberanti, come il mio carattere”.

Le interviste integrali sono dispinibili nella sezione FOOD&WINE

 

Ultimo aggiornamento ( martedì 07 gennaio 2020 )
 
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