spacer.png, 0 kB
Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
Edita dall'Associazione Power And Gender

Calendario Eventi


 
Luglio 2020 Agosto 2020 Settembre 2020
    Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
Settimana 31 1 2
Settimana 32 3 4 5 6 7 8 9
Settimana 33 10 11 12 13 14 15 16
Settimana 34 17 18 19 20 21 22 23
Settimana 35 24 25 26 27 28 29 30
Settimana 36 31
 

 


AFFI

spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB




Home arrow *Salute e Welfare arrow #Covid-19 - L'importanza dei dati di genere
#Covid-19 - L'importanza dei dati di genere PDF Stampa E-mail
Scritto da Surfing   
lunedì 11 maggio 2020

ImageSALUTE DONNA - Molte e importanti differenze di genere si osservano nella frequenza, nei sintomi, nella gravità di numerose malattie, come nella risposta alle terapie e nelle reazioni ai farmaci. Anche nel contesto Covid-19 le statistiche parlano chiaro: gli effetti sono diversi, maggiori e più gravi negli uomini che nelle donne.

Per spiegare il fenomeno sono state avanzate ipotesi sulle differenze negli stili di vita (le donne fumano meno e curano maggiormente l’igiene), tuttavia le donne hanno anche una diversa risposta immunitaria, innata e adattativa, più pronta ed efficace. Questione di geni. Anzi, di Cromosomi: nelle cellule femminili ci sono due cromosomi X mentre nelle cellule maschili sono presenti un cromosoma X e un cromosoma Y e questo fa la differenza negli stati infiammatori causati dal Covid.

Ciononostante in Italia, come in altri Paesi, si riscontra un’alta percentuale di contagio tra le donne (69%) che lavorano come operatrici sanitarie. Altre nazioni riportano dati simili: Stati Uniti 73%, Spagna 72% e Germania 75%, tutte nazioni con maggiore impiego di donne nel settore. Sul fronte decessi in quasi tutti i Paesi dall’analisi dei dati emerge chiaramente una più alta proporzione di uomini, per i quali la percentuale di letalità è quasi il doppio (17,1%) rispetto alle donne (9,3%).

Non tutti i Paesi stanno raccogliendo e diffondendo dati disaggregati ma conoscere le reali differenze di genere in termini di incidenza e letalità “rappresenta il primo passo per investigare i meccanismi biologici e/o sociali alla base di queste risposte diverse al fine di identificare strategie preventive e bersagli terapeutici specifici per uomini e donne. Politiche di intervento che prendano in considerazione le esigenze delle donne che lavorano in prima linea, per esempio come operatrici sanitarie, potrebbero aiutare a prevenire i più alti tassi di infezione che vediamo nel sesso femminile in questa fascia di popolazione. Inoltre, uomini e donne tendono a reagire in modo diverso ai potenziali vaccini e trattamenti, quindi avere accesso a dati disaggregati per sesso risulterebbe fondamentale per condurre studi clinici più appropriati. Tenere quindi in considerazione il sesso e il genere in relazione alla salute non deve essere considerata una componente aggiuntiva ed opzionale, ma un aspetto necessario a garantire efficacia ed equità ai sistemi sanitari di ogni Paese.”

FONTE e DATI ISS (aggiornamenti 25 e 30 aprile)

Ultimo aggiornamento ( lunedì 11 maggio 2020 )
 
< Prec.
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB