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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
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"Finanza sostenibile" - Il Rapporto Social Watch 2006 PDF Stampa E-mail
Scritto da EP   
mercoledì 02 maggio 2007

ImageFIRENZE - Il Comune, Assessorato alla partecipazione democratica, presenta il Rapporto annuale Social Watch 2006 dal titolo "L’architettura impossibile – Perché le strutture finanziarie non funzionano per i poveri e come ridisegnarle per l’equità e lo sviluppo". Giunto alla decima edizione, il rapporto è uno strumento che “verifica il grado di adempimento degli impegni assunti dai governi a livello internazionale per la lotta alla povertà e l’equità di genere [...] in modo da assicurare i mezzi finanziari necessari a soddisfare quegli impegni ponendo nuove prospettive e idee per un possibile piano di azione da adottare”.

 

 

L'appuntamento è per giovedì 3 maggio 2007 alle 17:30 

Sala Incontri, Piazza della Signoria, 2


Social Watch Rapporto 2006

ARCHITETTURA IMPOSSIBILE
PERCHÉ LE STRUTTURE FINANZIARIE NON FUNZIONANO PER I POVERI E COME RIDISEGNARLE PER L'EQUITÀ E LO SVILUPPO

Riprogettare l’architettura finanziaria

Introduzione (ESTRATTO) - di Roberto Bissio


Dal 1996 le coalizioni di Social Watch in giro per il mondo hanno annualmente registrato i dati relativi alla povertà, al equità di genere e alle politiche dei governi che incidono per il meglio o per il peggio sul destino della maggioranza vulnerabile e non privilegiata della terra.


Il rapporto del Social Watch 2006 guarda ai mezzi per attivare le politiche di sviluppo. Lo sviluppo avviene a livello locale ed è una responsabilità nazionale. Le coalizioni nazionali del Social Watch, osservando i propri stati dall'interno, trovano una varietà di ostacoli e di motivi per cui le risorse non sono sempre laddove ce ne è bisogno. I risultati sono l’essenza di questo rapporto, poiché forniscono la prospettiva dal basso delle persone che lavorano con le associazioni e i movimenti della società civile. Questo non è un rapporto commissionato. Ogni capitolo nazionale del Social Watch è composto da organizzazioni e movimenti che tutto l’anno si occupano di temi sullo sviluppo sociale. Si incontrano una volta all’anno per valutare le azioni governative e gli esiti.


I loro risultati non sono intesi come semplice analisi, ma sono usati per attirare l’attenzione delle autorità verso questi temi e per dare una forma migliore alle politiche a favore dei poveri e delle donne. L’enfasi e le priorità di ogni rapporto del capitolo-paese, quindi, sono state decise dalle stesse organizzazioni che conducono l’indagine. Per permettere l’uscita del rapporto, ogni gruppo raccoglie i propri fondi, la maggior parte dei quali vengono investiti dopo essersi consultati con i movimenti sociali per raccogliere prove e convalidare i propri risultati. E non si astiene dal criticare le autorità, le politiche, le elite o i sistemi di governo nazionali qualora lo ritengano necessario. La voce di punti di vista critici aiuta a migliorare il processo democratico. Ma anche quando i rapporti scoprono che molto può e ha bisogno di migliorare in casa, allora mirano a evidenziare gli ovvi vincoli internazionali che non possono essere risolti al livello nazionale.


La sezione internazionale del rapporto, informata dal lavoro di importanti reti di ONG, mette in luce tali questioni. Alcune di esse, come l'aiuto allo sviluppo, il commercio e il debito, sono state al centro di grandi campagne internazionali. Altre, come il la fuga di capitali, l’evasione fiscale, il commercio fraudolento intra-gruppo di multinazionali e la stessa gestione delle istituzioni finanziarie internazionali devono ancora uscire dall’esclusivo dibattito degli esperti per raggiungere la consapevolezza dei cittadini comuni. Ma essi fanno tutti parte della stessa architettura che necessita urgentemente di essere riprogettata.


Il motivo di tale cambiamento emerge con drammatica chiarezza dall’attenta analisi di indicatori sociali in varie parti del mondo, il che dà vita alla sezione del rapporto dedicata alle statistiche. È accurata, ma non lo è sufficientemente da poter affermare che ai livelli attuali del progresso, gli Obiettivi di sviluppo del Millennio non potranno essere raggiunti entro il 2015. Ciò che dovrebbe recar vergogna ai leader del mondo, che concordarono tali obiettivi, è la prova che su interi continenti ci vorranno uno o due secoli per portarli a termine!


Tali tendenze possono essere stravolte. Questo rapporto offre idee su come raggiungere ciò che è possibile. Non sono particolarmente originali o rivoluzionarie: é semplicemente senso comune il fatto che le tasse andrebbero pagate da tutti e che coloro che possiedono di più e guadagnano di più dovrebbero pagare di più. Ma in un’economia globalizzata, questo può essere raggiunto solo se i governi coordinano le loro forze. Certo, probabilmente ciò implicherebbe l'organizzazione di un nuovo vertice delle Nazioni Unite per le finanze. Perché mai dovrebbe avere successo quando in passato così tante consultazioni globali hanno fallito? Perché l’architettura attuale è “impossibile” sia nel senso che non è pratica, sia nel senso che è non è sostenibile.

………………………….

Roberto Bissio
Coordinatore Internazionale Social Watch

 

 

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 02 maggio 2007 )
 
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