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Poca parità per le mamme d'Italia. Ma i bimbi da noi stanno bene PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
martedì 08 maggio 2007

ImageROMA – In Italia “i bambini vivono meglio” ma lo stesso benessere non si estende alle loro mamme. Lo dicono i dati dell'ottavo “Rapporto sullo stato delle madri nel mondo” a cura di Save the Children, dove scendiamo al 19° posto se si considera il “benessere” dal punto di vista delle donne: siamo infatti parecchio indietro su parità di genere e tutela della maternità.

Nel rapporto presentato martedì 8 maggio, analizzando i 3 parametri della valutazione del benessere infantile (tasso di mortalità sotto i 5 anni, tasso di iscrizione alla scuola materna e tasso di iscrizione alla scuola superiore), il nostro paese vanta un’eccellenza tra quelli industrializzati e si posiziona in vetta alla classifica, seguita da Islanda, Germania e Svezia dove, secondo Carlotta Sami, Direttore dei Programmi di Save the Children Italia, la quasi “totalità delle bambine e dei bambini nel nostro paese” gode di “buona salute e di un'adeguata istruzione".

Ma guardiamo ora alle mamme: in Italia (nel 2005) solo un 39% delle donne fa uso di contraccettivi a fronte del 72% delle donne svedesi. Nel 2007 la partecipazione delle donne italiane al governo del paese è del 17% (questa la percentuale di posti occupati da donne) contro il 47% in Svezia. Le donne italiane (dato del 2004) percepiscono uno stipendio mediamente inferiore della metà rispetto a quello dell'uomo mentre le svedesi hanno un salario quasi identico (pari allo 0,81) a quello maschile. Per quanto riguarda i benefici per la maternità, una donna italiana in maternità prende l'80% del suo stipendio ordinario. Una donna svedese percepisce invece lo stipendio pieno.

“In Italia la salute e l’istruzione infantile sono altamente garantite -continua la Sami- mentre inferiori tutele e maggiore arretratezza si registrano nella condizione e salute delle mamme e delle donne. In particolare emerge con evidenza una sostanziale disparità di genere, che non si registra in altri paesi e che sta già producendo degli effetti anche sulla riduzione delle nascite”.

Ultimo aggiornamento ( martedì 08 maggio 2007 )
 
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