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Asilo Politico - Poco conosciuto in Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonella Patete - www.redattoresociale.it   
giovedì 07 giugno 2007

ImageROMA - In Italia si sente parlare di asilo politico poco e male. Una persona su 6 non ha mai sentito nominare l'asilo e più di una su due ne ha sentito parlare solo raramente. Nel 2005 in Italia accolto il 6% delle oltre 14mila richieste: da noi vivono appena 20mila rifugiati. I dati emergono da un'indagine sulla percezione di richiedenti asilo e rifugiati da parte dei cittadini italiani, realizzata nell’ambito del progetto Equal Inclusion Refugee Network e presentata il 7 giugno a Roma nel corso del convegno "Criticità e risorse dei richiedenti asilo”. L’indagine è stata condotta in cinque città italiane (Venezia, Parma, Sanremo, Caserta e Gravina Puglia) su un campione di 645 persone.

''La maggioranza delle persone identifica l’asilo con gli sbarchi, gli arrivi incontrollati e ingestibili, con l’invasione dei clandestini'', ha spiegato la curatrice dell’indagine, Giuliana Candia del Consorzio Nova. “Mentre le persone ben informate esercitano un’attenzione selettiva, che deriva da un alto livello di istruzione e da un attivo interesse per i temi del sociale e della solidarietà. In poche parole si tratta dei soliti noti: una minoranza che conosce i motivi di chi fugge dal proprio Paese e le difficoltà a cui va incontro”.

Secondo l’indagine, il 47% delle persone intervistate pensa che la maggioranza dei migranti giunti in Italia negli ultimi anni abbia fatto richiesta di asilo politico. Mentre il 55% del campione ritiene che in Italia l’asilo politico e umanitario venga accordato troppo facilmente e il 59% è convinto che il nostro Paese sia più generoso degli altri Stati europei nella concessione del diritto di asilo.

Cosa palesemente non vera, dal momento che nel 2005 in Italia è stato accolto solo il 6% delle oltre 14mila richieste sottoposte alla Commissione nazionale e che da noi vivono appena 20mila rifugiati, a fronte dei 150mila in Francia, 293mila nel Regno Unito e 700mila in Germania.

Inoltre, il 35% degli intervistati vede i rifugiati come approfittatori e il 21% come persone che hanno commesso reati nei propri Paesi di origine. Quanta alle paure, l’indagine sembra riflettere esattamente le stesse ansie presenti nei confronti dei migranti in generale, continuamente alimentate e fomentate dai media. Il 45% del campione dichiara che i richiedenti asilo possono portare un aumento della criminalità, e un altro 45% sostiene che la loro presenza può provocare problemi legati alle diverse religioni professate. Infine, il 65% si dice preoccupato dall’aggravio per la spesa pubblica che l’accoglienza comporta.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 07 giugno 2007 )
 
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