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Contro la violenza un convegno a Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
lunedì 11 giugno 2007
ImageROMA - Si è aperto nella capitale, lunedì 11 giugno, il convegno dal titolo "Il silenzio e le parole". Atto finale del Progetto "Rete antiviolenza tra le città Urban-Italia" avviato dal Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità nel 1998, la due giorni romana si concluderà martedì 12 giugno. I lavori, in svolgimento presso l'Hotel Quirinale – Sala Verdi (Via Nazionale), prevedono per la giornata conclusiva la presenza della Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità Barbara Pollastrini. Il convegno -al quale partecipano relatori europei ed attori delle realtà locali italiane- si inserisce nell'ambito della Campagna del Consiglio d'Europa per combattere la violenza contro le donne, compresa quella domestica.
Dai lavori del Convegno un'occasione per riflettere anche sui risultati delle indagini sulla percezione della violenza sulle donne -e sugli stereotipi- svolte nelle 25 città italiane che hanno aderito alla seconda fase del progetto. Un'analisi ancora di più sottolinea l'urgenza di "politiche incisive ed azioni efficaci per affrontare il problema della violenza sulle donne, a livello locale, nazionale e internazionale dove la strategia italiana sarà discussa tra Ministri durante una tavola rotonda che concluderà la seconda e ultima giornata del convegno" ( Fonte: www.pariopportunita.gov.it )

L’analisi della violenza di genere -ricorda la Sottosegretaria la Sottosegretaria di Stato per i Diritti e le Pari Opportunità Donatella Linguiti, aprendo stamattina i lavori- non può essere svincolata da un’analisi delle strutture della società che regolano la percezione del femminile, analisi che guarda anche alle responsabilità della scuola e dei mass media. Linguiti sottolinea con questi ultimi l’urgenza di “patti sensati affinché svolgano fino in fondo un ruolo ‘educante’ contro la diffusione di stereotipi degradanti”.

Per combattere la cultura della violenza -infatti- una legge non basta: è necessaria l’attuazione di un Piano d’Azione nazionale con linee d’intervento precise, che preveda campagne massicce di prevenzione, premessa indispensabile all’emersione del fenomeno. "Un fenomeno sul quale intervenire con una formazione adeguata di tutti i soggetti in campo e un accompagnamento reale delle vittime della violenza nella costruzione di nuovi percorsi. Per uscire dalla mera solidarietà e costruire azioni efficaci per un cambiamento civile della nostra società -si legge nel comunicato stampa della Segretaria- è infine necessario costruire un patto tra donne, dentro e fuori le istituzioni. Un patto che deve costringere anche gli uomini a dissociarsi da una cultura violenta che li schiaccia, rendendo loro impossibile costruire un orizzonte di convivenza davvero democratica con tutti gli altri soggetti della società civile."

Ultimo aggiornamento ( lunedì 11 giugno 2007 )
 
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