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Precariato e disoccupazione: la parola alle cifre PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
mercoledì 20 giugno 2007
ImageParrebbero notizie buone: i numeri dei disoccupati mai così bassi, addiritutra ai  minimi! Avremmo di che rallegrarci ma -purtroppo-  la realtà delle cifre dice anche che i lavoratori italiani non sono  mai stati così precari. Nulla di che sorridere, poi, se come dichiara Fulvio Frammoni di Nidil-Cgil alla presentazione del  rapproto dal titolo "I lavoratori Parasubordinati tra professione e sinfacato", le più colpite dall'inadeguatezza retributiva sono le donne, con scarti del 50% rispetto agli uomini".
 
 
Un mercato del lavoro vittima delle apparenze dei numeri, dunque, e numeri specchio di una società che alla situazione del proprio lavoro troppo assomiglia. Lo evidenzia il rapporto 2007 realizzato dall'Osservatorio nazionale sul lavoro atipico presentato il 19 giugno da NIDIL-CGIL (il sindacato dei precari), che segnala  come sia in continuo aumento il  numero dei lavoratori  entrati a far parte di questa "categoria".
 
Se il tasso di disoccupazione ha raggiunto i minimi storici dal 1992 (a quota 6.4% rispetto allo stessoperiodo del 2006 quando il tasso era del 7.6%) è pur vero, come spiega l'Istat,  che questo calo è dovuto essenzialmente  alla crescita dell'area di inattività: come a voler  dire che l'uscita dal mercato di chi rinuncia  a cercare -e trovare- lavoro alleggerisce il problema della disoccupazione. Nei  numeri, forse. Certo non  nella vita delle persone.
 
Secondo l'ISTAT questi "invisibili" nei soli primi tre mesi dell'anno sarebbero aumentati di 381mila unità, sopratutto al Centro ed al Sud. Mentre secondo Nidil-Cgil già nel 2006 il 51% delle nuove assunzioni avviene con contratti a tempo determinato, e non salgono  i redditi medi, che per oltre il 58% dei lavoratori si attestano sotto la soglia dei 10mila euro lordi l'anno... Le cifre, ci pare, parlano da sole.
 
Per chi volesse approfondire, QUI alcune storie di precariato e lavori precari.
 
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