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Home arrow Numero 18 arrow Se le donne sono penalizzate tre volte....
Se le donne sono penalizzate tre volte.... PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
lunedý 30 aprile 2007

Image Nella discussione sull'innalzamento dell'età pensionabile e sulla parte che spetta alle donne è intervenuta con autorevolezza la Ministra per i diritti e le pari opportunità Barbara Pollastrini. Scrive la Pollastrini al Sole 24 ore l'11 luglio  "Potrei dire “me l’aspettavo”. Nel momento del bisogno – quando si tratta di far quadrare i conti – le donne diventano protagoniste anche nella “manutenzione” della riforma previdenziale." e prosegue "Sul merito ho già detto come la penso.Nelle condizioni date, partire dall’equiparazione dell’età tra lavoratrici e lavoratori è una scelta ingiusta. Non è un pregiudizio. Conosco anch’io i dati sull’allungamento della vita media e sulla ragionevolezza di un innalzamento progressivo e su base volontaria dell’età del ritiro dal lavoro......

La Ministra Pollastrini  prosegue affermando che la proposta di equiparare da subito l’età pensionabile di uomini e donne “somiglia tanto a una beffa  perché le donne sono penalizzate tre volte : nell’accesso al mercato del lavoro ; nelle retribuzioni ;  nelle carriere” e dunque nell’accumulo della contribuzione che le pone di fatto nella condizione di ricevere un trattamento previdenziale penalizzato. Inoltre su di esse grava il peso di tutto il lavoro di cura senza orari, malattie, festività .

A fronte di questa realtà, prima di pensare  alla riduzione di spesa  che si otterrebbe grazie all’apporto di ulteriori anni di lavoro delle donne  per una redistribuzione del monte pensioni principalmente a favore degli uomini  sarebbe più giusto discutere da subito di un programma e “un piano d’azione straordinario per la partecipazione al lavoro, per i redditi le carriere e il riconoscimento dei meriti.”

Misure che favoriscano l’aumento dell’occupazione femminile non possono che essere le benvenute , anche perché le uniche in grado di porre il nostro Paese alla pari con i paesi europei che stanno sperimentando politiche per favorire l’occupazione delle donne. . L’intervento della ministra si conclude con un monito :occorre  avere la massima chiarezza sul fatto che : “Ogni risorsa che una modifica  condivisa dell’età pensionabile delle donne dovesse produrre, non può che essere  reinvestita in uno scambio a favore delle donne : sia in termini di incentivo alla maternità  sia come incentivi all’obiettivo  indicato : più donne che lavorano, soprattutto oggi equivale ad un Paese più moderno e più giusto. Insomma, se non ora, quando?”

 

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 18 luglio 2007 )
 
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