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Appello per Pegah Emambakhsh - 27 agosto ore 18.30 manifestazione davanti l'Ambasciata Britannica PDF Stampa E-mail
Scritto da Irene Giacobbe   
giovedý 23 agosto 2007

ImageCome è possibile immaginare che la Gran Bretagna neghi il diritto all’asilo politico ad una giovane donna di quaranta anni ? Come possiamo dirci civili se consentiamo la deportazione di una giovane donna iraniana sulla quale pende nel suo paese la minaccia di una lunga agonia e di una morte lenta soltanto per il fatto di esercitare le proprie preferenze sessuali? Il crimine di Pegah è quello di essere lesbica e di essere nata nella Repubblica Islamica Iraniana che è la più omofobica tra le nazioni del mondo. L'Europa non può consentire che venga deportata per essere uccisa . La condanna a morte di lesbiche , gay e bisessuali è contemplata dalla religione di quel paese e per questo motivo sono stati pubblicamente torturati e soffocati molti giovani uomini e giovani donne.

Queste efferate esecuzioni si svolgono spesso in pubblico; a luglio del 2005 è così avvenuta la morte per soffocamento di due giovani adolescenti gay colpevoli soltanto di amarsi. Pegah si è rifugiata in Inghilterra dopo l’arresto, la tortura e la condanna a morte per lapidazione della sua compagna ed ha chiesto asilo politico . Se gli uomini o le donne sono sposati la condanna a morte è eseguita tramite lapidazione. Pegah che ha dovuto contrarre un matrimonio organizzato, è madre di due figli .

Le associazioni di gay e lesbiche di tutto il mondo hanno diffuso la notizia e per il momento Richard Carbon, ministro inglese per lo sport, ne ha bloccato la deportazione che è rinviata alla fine di agosto.

Il governo del Regno Unito ha ricevuto migliaia di email di protesta, email provenienti da tutto il mondo, non solo di attivisti per i diritti umani, ma di intellettuali, giornalisti, politici e anche celebrità del cinema e dellla TV. L'appello promosso dal Gruppo EveryOne è stato sottoscritto da migliaia di persone, in tutto il mondo. Ogni messaggio chiede ai governanti britannici di rispettare le convenzioni internazionali riguardanti i diritti umani e di concedere immediatamente asilo a Pegah, in quanto perseguitata a causa della propria omosessualità. Ricevere asilo è un dirito di Pegah e negarglielo rappresenta un crimine di inaudita gravità.

In Italia è intervenuta l’associazione “arcilesbica affermando che “Il governo britannico sarà colpevole di questo omicidio quanto quello iraniano, il governo italiano e l'Europa tutta saranno complici in omicidio se non interverranno al più presto per impedire che Pegah Emambakhsh venga espulsa. L’associazione arcilesbica chiede “al governo italiano di fare pressioni affinché questo non avvenga o di dare a Pegah asilo politico nel nostro paese”.

La Casa Internazionale delle Donne di Roma si  associa alla richiesta. Nelle ultime ore la Ministra Barbara Pollastrini ha dichiarato la disponibilità dell'italia ad accoglere Pegah.

lunedì 27 alle ore 18,30 davanti all'Ambasciata Britannica di Roma si svolgerà una manifestazione a sostegno di Pegah, e al contempo di protesta contro la negazione dei diritti umani da parte del Governo inglese.

Per informazioni e contatti

Eva Mamini
Segreteria Nazionale ArciLesbica
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cell. 338.4490150

Ultimo aggiornamento ( lunedý 27 agosto 2007 )
 
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