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Rivoluzione femminista: donne leader senza guerra, senza sangue, senza lacrime PDF Stampa E-mail
Scritto da Irene Giacobbe   
giovedý 01 novembre 2007

ImageOggi il mondo è un po’ migliore di ieri: più donne sono state democraticamente scelte per governare, attraverso libere elezioni, dai loro concittadini. Non stiamo parlando delle democrazie consolidate dell’Europa del Nord, dove le donne al governo sono lo specchio di una democrazia che funziona paritariamente riconoscendo a cittadine e cittadini stesse opportunità e diritti: colpisce il fatto che questo avvenga soprattutto in paesi tradizionalisti che hanno vissuto profonde crisi, e subìto per anni guerre fratricide o il governo di dittature militari.

Due donne a capo di grandi paesi in Sud America: Michelle Bachelet, prima “Presidenta” eletta nel 2006 in Cile dopo la sanguinaria “giunta militare” di Pinochet e oggi, in Argentina, Cristina Kirchner, eletta in un paese stravolto dalla dittatura dei militari, attraversato da un profonda crisi economica, che chiede ancora giustizia per 30.000 giovani “desaparecidos”.

Anche in Africa sono tante le donne in posizioni dirigenti; su tutte Ellen Johnson Sirleaf presidente della Liberia dal 2005, un paese dalle grandi risorse naturali, ridotto in rovina dall’avidità dell’occidente e da una lunga guerra fratricida.

In Asia, Gloria Arroyo è stata eletta presidente delle Filippine nel 2004, paese che ancora paga il dissesto lasciato in eredità dalla dittatura dei coniugi Marcos, fuggiti negli Stati Uniti. In India Pratibha Patil eletta presidente nel 2007. E' la prima donna a ricoprire questo incarico in India, e se questo non rappresenta una novità nel paese che fu governato da Indira Gandhi, è pur sempre un segnale di speranza per più di un miliardo di uomini e donne continuamente sull’orlo della guerra con paesi confinanti, quali il Pakistan. Anche in quest’ultimo paese, governato da una dittatura militare golpista e guerrafondaia, è ritornata dall’esilio la leader Benhazir Butto, che fu in passato primo ministro, aprendo una prospettiva di fiducia. Inoltre, volgendo lo sguardo in Europa, val la pena di ricordare l’Irlanda, che ha eletto nel 2007 Patricia Mary Mc Aleese quale suo presidente dopo essere stata a lungo un paese flagellato da guerra e terrorismo.

E’ maturo il tempo per l’elezione di una presidente democratica anche negli USA?

Ultimo aggiornamento ( giovedý 01 novembre 2007 )
 
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