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Progetti in cammino per lo sviluppo delle donne indiane PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
lunedì 15 ottobre 2007

ImageROMA – I primi passi del “Progetto Sviluppo” l’esperienza di cooperazione promossa dal sindacato CGIL, porta in Italia Namrata Bali, la segretaria generale del Sewa (Self employed women's association), ovvero il più grande sindacato indiano formato da donne, con circa 1 milione le iscritte. Lavoratrici unite dalla mancanza di tutela nei contratti di lavoro, per una collaborazione con l’Italia nata nel 2005 che, come sottolinea Elisa Castellano -presidente di Progetto sviluppo- si sta rafforzando grazie anche alla presenza in India di Mariella Gramaglia, ex assessora alle Pari Opportunità del Comune di Roma. “Le donne iscritte al Sewa - dice Bali- sono donne che lavorano nel settore tessile, che riciclano vecchi tessuti per farne coperte e tappeti, sono manovali, trasportatrici di mattoni e pietre nei cantieri, venditrici ambulanti di frutta e verdura, ma ci sono anche quelle che lavorano in scuole e ospedali, e come cameriere.

Sewa è maggiormente diffuso nello stato del Gujarat, dove è nato negli anni Settanta, ma sta raccogliendo consensi e iscrizioni anche in altre zone dell’India in quanto struttura organizzata in modo da essere vicina alle donne dei villaggi dove, con l’aiuto del sindacato, si cerca di combattere anche l’analfabetismo femminile (intorno al 60%) e di promuovere un miglioramento generale della loro condizione sociale. Grazie al sindacato infatti le donne riescono a prendere coscienza dei propri diritti, ad accrescere la propria autostima sottraendosi anche a condizioni di violenza e sottomissione.


Dal punto di vista dello sviluppo economico,  le donne di Sewa sono state tra le prime beneficiarie del microcredito, il sistema di finanziamento nato grazie al premio Nobel Muhammad Yunus, che permette alle donne di avviare piccole attività imprenditoriali. Un progetto partito con piccoli prestiti all’inizio degli anni ’70 porta alla nascita dekla Sewa bank. “Muhammad Yunus- dice la rappresentante del Sewa- venne a trovarci nel 1974 per capire come impostare la sua Grameen bank.” La Sewa bank ha 300 mila clienti e una cassa di 10 milioni di rupie. “La percentuale di ritorno dei prestiti che facciamo è del 94% e il dividendo tra i soci è del 50%. Non riceviamo nessun fondo dall’esterno. Andiamo avanti soltanto con le nostre forze”.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 15 ottobre 2007 )
 
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