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Home arrow Numero 23 arrow Lavoro : La rete delle consigliere di paritą fa il punto
Lavoro : La rete delle consigliere di paritą fa il punto PDF Stampa E-mail
Scritto da I.Giacobbe   
sabato 17 novembre 2007

ImageA Roma, dal 13 al 15 novembre tre giorni di full immersion per le consigliere di parità. A 30 anni dall’approvazione delle prima legge di parità e a 16 anni di distanza dall’approvazione della legge 125/91 cosa è cambiato, cosa resta da fare, quali iniziative per il futuro. Ne hanno discusso le consigliere di tutta Italia in un convegno con la partecipazione di esperti di varie discipline. La prima valutazione positiva ha riguardato la costituzione della rete delle consigliere che ha consentito di far emergere e rendere disponibile per tutte il patrimonio di conoscenze e di attività realizzato in questi anni.

Anche se i nodi centrali restano irrisolti, innanzitutto la bassa occupazione delle donne nel nostro paese, la scarsa attenzione di genere, la mancanza di empowerment, (che fa slittare l’Italia all’84 ° posto della graduatoria mondiale) numerosi passi avanti sono stati fatti. Le iniziative contro le discriminazioni, soprattutto di formazione e prevenzione sono state numerose: Pesa ancora la mancanza di norme specifiche contro le discriminazioni di sesso sul lavoro ; la consapevolezza che le donne subiscono sempre una doppia di scriminazione . Si è fatto il punto sull’ attuazione della legge sui congedi parentali; si sono valutate ancora insufficienti le politiche per l’occupazione delle donne in età fertile che vanno accompagnate da misure per aumentare il numero di posti negli asili nido. La distanza che ancora separa l’Italia dagli obiettivi europei in materia di asili nido è risaltata in tutta la sua drammaticità: dovremmo avere disponibili almeno il 30% di posti negli asili nido rispetto alla popolazione in età 0-3 anni, siamo invece appena al 10%: Aumentare del 5 per cento la disponibilità di posti nido costa 3 miliardi di euro… Analisi, ma anche proposte per incrementare l’occupazione delle donne; la tassazione differenziata per le donne avrebbe ricadute positive, consentirebbe di incrementare l’occupazione delle donne e nel mezzogiorno, i costi sarebbero contenuti. La politica infine : la scarsa presenza delle donne pesa nelle scelte di finanza pubblica. La lettura di genere del bilancio dello stato, e della legge finanziaria consentirà, per la prima volta, di mettere in evidenza quanto e come, sui due generi le destinazioni di finanza pubblica.

Ultimo aggiornamento ( domenica 18 novembre 2007 )
 
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