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Il riconoscimento dei diritti delle donne Ŕ l'affermazione dei diritti umani PDF Stampa E-mail
Scritto da Surfing2   
sabato 08 marzo 2008

ImageNEW YORK - La 52esima sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne si è svolta a New York dal 25 febbraio al 7 marzo 2008. Tra i temi principali i "Finanziamenti per le politiche di pari opportunità e l'empowerment femminile", con particolare attenzione alle risorse per l'uguaglianza di genere, come già indicato nel 1995 durante la Quarta Conferenza mondiale sulle Donne di Pechino. «Ovunque nel mondo, in Europa, in Italia -si legge nel discorso della Ministra Barbara pollastrini- è troppo grande il divario tra quanto le donne rappresentano in termini di sapere, lavoro, talenti e quanto loro offrono istituzioni e società».

Nell'intervento della Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità Barbara Pollastrini (affidato al rappresentante all'Onu, Ambasciatore Aldo Mantovani) è stato ricordato come il riconoscimento dei diritti umani passi necessariamente attraverso «la piena affermazione dei diritti delle donne, del valore della persona, della sua libertà, autonomia e dignità».

 

 

Sono ancora troppe le donne che vedono calpestati e negati i loro diritti, è l'appello della Ministra, troppe le donne che subiscono soprusi, prevaricazioni, persecuzioni, oppressioni, violenze. Ma sono tante anche le donne coraggiose, «vincenti nella politica e nell'esempio morale», come il premio nobel Aung San Suu Kyi, come Benazir Bhutto, di recente assassinata, o come Ingrid Betancourt per la quale «la comunità internazionale deve chiedere l’immediato rilascio», .

 

Altri temi importanti toccati dal discorso di Pollastrini, quelli relativi alla salute della donna, con un riferimento alla legge 194, «equilibrata e saggia», che «ha permesso di ridurre drasticamente la piaga degli aborti clandestini»; all'empowerment della donna, attraverso misure fiscali e incentivi per il lavoro e l'impresa femminile; al riconoscimento del talento e del merito femminile. «La sfida» – conclude la Ministra – «è assumere, per la prima volta, i diritti umani - e i diritti umani delle donne in particolare - come criterio e ispirazione dell'azione politica e delle relazioni internazionali».

Tra le altre questioni in agenda: la situazione delle donne palestinesi, il piano di lavoro delle Nazioni Unite sui diritti umani, l'HIV/AIDS, la violenza contro le donne, le mutilazioni genitali, i matrimoni forzati delle bambine e la problematica di donne e dei bambini presi in ostaggio nelle aree di conflitto armato.

 
 
 
 
 

 

Ultimo aggiornamento ( martedý 11 marzo 2008 )
 
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