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ZERO è l'inchiesta italiana sull' 11 settembre PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
mercoledì 23 aprile 2008

ROMA – Impegno civile e ricerca della verità, le ricette del film-documentario ZERO. Un nome semplice per la coraggiosa inchiesta italiana sui fatti dell’11 settembre; un lavoro giornalistico critico e rigoroso, che mette in discussione le conclusioni dell’inchiesta ufficiale USA. Costruito “con interviste girate in tutto il mondo a testimoni oculari, sopravvissuti, responsabili delle indagini, esperti, tecnici, scienziati, familiari delle vittime, giornalisti”, il film-documentario, proiettato la sera del 22 aprile alla Casa Internazionale delle Donne, raggiungerà nei prossimi giorni diverse sale romane. Nonostante alcune diffidenze sia in fase di produzione che di distribuzione, ZERO è un lavoro di qualità, nato con l'intenzione di informare diversamente e più compiutamente le persone. Per far pensare e ragionare, coglie nel segno quando ti scuote dal torpore di anni di versioni preconfezionate, trascinandoti in un turbinio di domande dalle quali non puoi più scappare, ed alle quali cerchi tutte le risposte.

“Tre narratori d’eccezione”: il Premio Nobel Dario Fò, Lella Costa e Moni Ovadia, guidano lo spettatore “nel viaggio attraverso le menzogne della versione ufficiale”, mentre le parole di presentazione di Lidia Ravera intercettano un sentire comune, quando ricordano come nella società vincano le verità di chi -più forte- “ha i mezzi per imporre un pensiero dominante”. Siamo tutti spettatori manipolabili e manipolati, in balia di persone, di gruppi, che maneggiano le questioni del mondo, chiede Ravera? Un “sospetto insopportabile” tanto per la scrittrice, quanto per coloro che di fronte alle prime immagini delle macerie del Pentagono, in quei giorni di sette anni fa, si domandarono dove fossero  i segni delle ali sul palazzo, dove i rottami dell’aeromobile, dove i copri ed i bagagli dei passeggeri o i solchi nel terreno che immancabilmente scavano questi impatti…


Verità mai dette su al Quaeda, rivelazioni sui presunti dirottatori, prove scientifiche, la disinformazione portata avanti dall’FBI: tutto questo e molto di più, al centro del documentario che –come ricorda il regista Franco Fracassi- rende chiaro come ancora oggi cercare verità alternative a quella ufficiale significhi essere “contro”. ZERO allora è un film che scoperchia un pozzo di inquietudini e libera voci e pensieri soffocati dalla difficoltà di mettere in discussione una versione mondialmente condivisa.


Nell’assenza di contraddittorio da parte dei media, l’efficacia del messaggio di un film che esce a distanza di sette anni dai fatti di Ground Zero, passa anche attraverso il senso (tangibile) di qualità ed attendibilità, che si trova nella ricerca condotta dal gruppo di lavoro composto dal giornalista Giulietto Chiesa, dal regista e giornalista Franco Fracassi, dal produttore e co-autore Thomas Torelli, dallo scrittore e sceneggiatore Francesco Trento, e dal ricercatore Paolo Jormi Bianchi.


Per le date delle prossime proiezioni nelle sale di Roma (Politecnico Fandango, Detour, Azzurro Scipioni solo per citarne alcune) e per gli appuntamenti delle prossime date italiane:

www.gruppozerodistribuzione.it

 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 01 maggio 2008 )
 
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